Archivio mensile:Maggio 2021

Blog Taurisano: Gianluigi Rosafio su esperienza promotori finanziari

Volete intraprendere la carriera di promotore finanziario oppure volete conoscere più informazioni su questa figura professionale che può aiutarvi in materia di investimenti e servizi finanziari? Allora questo articolo fa proprio al caso vostro. Informazioni del genere le avevamo già acquisite attraverso le attività di Gianluigi Rosafio, famoso imprenditore, collaboratore del blog di Taurisano con un passato da promotore finanziario, e protagonista di una serie di interventi sul web. Il promotore finanziario è un professionista che lavora solitamente per una società o rete commerciale ma anche, ad esempio, per una banca e si occupa principalmente di portare consiglio ai clienti per permettere loro di risparmiare e portarli a effettuare le giuste scelte per quello che riguarda l’investimento in diversi ambiti. Per fare una similitudine immaginate, spiega ancora Gianluigi Rosafio, i differenti investimenti come un percorso con differenti sentieri e bivi, alcuni più semplici da percorrere e altri, invece, difficili, ricchi di insidie e pericoli. Il promotore finanziario sarà come la vostra guida che vi permetterà di scegliere il sentiero giusto da percorrere e vi farà evitare invece quelli pericolosi. 

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Ma in cosa consiste all’atto pratico il suo lavoro? Per chiarirlo al meglio, ricorriamo a un interessante contributo di Tiziana Luce Scarlino, che spiega: i promotori finanziari devono mettersi in contatto con i clienti che possono essere sia privati sia aziende e incontrarli, recandosi personalmente da loro oppure prendendo un appuntamento presso la loro sede lavorativa. Una volta incontrati i clienti, il promotore finanziario ha il compito di valutare la loro situazione finanziaria, tenendo conto delle loro necessità, e proporre loro una soluzione adeguata alle loro esigenze di risparmio o di investimento. Se il promotore è competente nel suo lavoro ed effettua bene la propria opera di consulenza, riuscirà a far investire del denaro al cliente. Il promotore deve poi concludere il lavoro occupandosi della parte burocratica e documentativa connessa con il tipo di operazione finanziaria effettuata. Il lavoro del promotore finanziario viene retribuito, solitamente, in base al numero di contratti conclusi grazie alla sua consulenza. 

Questo significa che, più clienti riuscirà a portare alla conclusione di un percorso d’investimento, più sarà il suo guadagno concreto. Altro aspetto da tenere bene in considerazione è l’obbligo di trasparenza e correttezza riguardo le operazioni finanziarie e i rischi che il cliente può correre nonché quello deontologico di dover tutelare gli interessi dei propri clienti. Questo aspetto è molto importante per la figura del promotore finanziario perché, se effettuato in maniera corretta, permette di esercitare la propria professione con successo e costanza. Ultimo, ma importantissimo fattore, da considerare, è che la professione del promotore finanziario può essere svolta unicamente da coloro che sono in possesso dell’iscrizione all’Albo Unico dei Promotori Finanziari.

A Milano Blog Bruno Mafrici su Moda e design 2021

Secondo l’indagine di mercato effettuata da McKinsey e pubblicata da Business of Fashion, la moda ha subito un duro tracollo nell’anno 2020, con il 2021 che non sembra mostrare segni incoraggianti di ripresa. A tal proposito, riceviamo e pubblichiamo un interessante approfondimento sul tema da parte dall’imprenditore e consulente di Milano, Bruno Mafrici. Come egli afferma nel suo blog, infatti, gli analisti del settore prevedono la necessità di attendere il 2022 per poter registrare una ripresa, ipotizzando che la nuova ascesa del comparto sarà pari a quella rilevata negli anni Venti, subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale.

Inoltre, proprio agli inizi del marzo 2021, è stata effettuata una nuovo indagine, in grado di fornire un aggiornamento della situazione attuale. I numeri hanno mostrato che, nonostante le normali differenze tra un paese e l’altro, i ripetuti lockdown in prossimità delle feste pasquali, sono già un deterrente importante; infatti, le chiusure sono in grado di segnare negativamente le vendite nel settore della moda in Europa, in modo ancora più pesante, rispetto allo scorso anno. Infatti, gli effetti della pandemia da COVID – 19 ha colpito in maniera pesante soprattutto il settore della moda. E sono le statistiche a dare conferma a questa ipotesi. Infatti, nel corso del 2020, le vendite in Europa nel comparto della moda hanno conosciuto un calo del 20% circa, rispetto alle vendite registrate nel 2019.

Tuttavia, le variazioni si modificano in base ai diversi luoghi del mondo. Se Germania e Francia hanno evidenziato il calo minore, con una percentuale pari al 16-18% rispetto all’anno precedente, in Spagna, Italia e alcuni paesi dell’Europa orientale hanno fatto registrare un drastico calo pari al 30%. Negli Stati Uniti, invece, le vendite nel comparto della moda sono calate di anno in anno di circa il 23%. Dopo essere stata epicentro della pandemia, la Cina ha conosciuto un rinnovato slancio, facendo registrare una nuova crescita già nell’agosto 2020, riportando cali esigui pari al solo 7%. Al contrario, l’e – commerce sta vivendo un rinnovato momento d’oro, grazie all’acquisizione di nuovi acquirenti nel corso del 2020, con vendite che hanno conosciuto un incremento pari al 30%. Stati Uniti e Regno Unito hanno registrato un volume di vendite nell’e – commerce pari al 45 – 50%, al contrario dell’Europa dove le vendite nell’online hanno toccato una percentuale pari al 25%. Il mercato elettronico cinese è in fase di ascesa, superando il 50%.

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Pertanto, come abbiamo avuto modo di leggere sul blog di Bruno Mafrici, nonostante le difficoltà, le chiusure e le restrizioni, il 2020 ha implementato il mercato dell’online, seppur la vendita negli spazi fisici al dettaglio sia spaventosamente crollata. Se il 2020 ha fatto registrare un crollo importante nelle vendite, le previsioni per il 2021 non fanno sorridere l’Europa; infatti, gli esperti ipotizzano perdite pari al 12 – 24% rispetto al 2019. Al contrario, l’e-commerce farà registrare ancora risultati floridi ed incoraggianti, ma le vendite dell’autunno – inverno 2021 potrebbero essere influenzate negativamente da nuove restrizioni o chiusure per altre eventuali ondate. Infine, si prevede migliore la situazioni negli Stati Uniti, dove le vendite nel comparto della moda saranno al ribasso, ma il decremento sarà pari al 6 – 16%, con l’e – commerce che supererà il 40% degli acquisti, superando i livelli pre – crisi.