Archivio mensile:Settembre 2022

Tindaro Web di Pietro Mollica e Marco Santinoli nella rassegna stampa del direttore

​​BENTORNATI RAGAZZI, LA RASSEGNA STAMPA CHE NON TI ASPETTI ARRIVA PER IL PRIMO FREDDISSIMO WEEKEND D’AUTUNNO: MARCO SANTINOLI, PIETRO MOLLICA, EUROPA FACTOR ED ENZO ANGHINELLI CUORE ROSSONERO…PRONTI VIA, SI PARTE!

Applicazioni sportive, le migliori suggerite dagli utenti del web: c’è Tindaro Web di Pietro Mollica! Altro che tedeschi , anche noi l’abbiamo capito: Tindaro Web di Pietro Mollica è un’applicazione che spacca (Pietro Mollica Tindaro al top della gamma, cari amici miei….), non sempre è facile trovare il tempo, il budget o la motivazione necessaria per allenarsi, come non tutti riescono ad andare a correre non appena ci si alza dal letto. Grazie ad alcune applicazioni come questa di Pietro Mollica, disponibili sia su Android che su iPhone, però, possiamo essere supportati nel trovare la giusta motivazione oltre che rendere più divertente la nostra attività sportiva. Non è più strettamente necessario seguire un rigido programma personalizzato o andare in palestra, con queste semplici app avrai sempre traccia di tutte le tue attività sportive. Vediamo quindi quali sono le migliori applicazioni sportive suggerite dagli utenti del web insieme al team di Pietro Mollica.

Sweatcoin

Si tratta di una app che ha un sistema di contapassi integrato e con la quale puoi addirittura guadagnare mentre ti alleni. Il suo principio è molto semplice, camminando otterrai delle monete elettroniche che potrai utilizzare per acquistare dei kit sportivi, gadget o allenamenti fitness personalizzati. Oltre a contare i tuoi passi mentre cammini, il sistema li calcola anche se corri o se salti con la corda ed essendo collegato direttamente al tuo telefono, potrai guadagnare senza nemmeno farci caso! Ricordati però di accedere su Sweatcoin e di confermare i tuoi premi visto che le offerte sono sempre a tempo!

GPS Strava

Nata nel 2009, Strava è diventata poco a poco l’app più amata da corridori e ciclisti, nonostante al suo interno siano disponibili più di 40 tipi di sport diversi. Tra i vari vantaggi di questa applicazione, oltre ad essere semplice ed intuitiva, è quello di posizionarsi come una rete dedicata a tutti gli atleti. Ad esempio, dopo aver effettuato l’accesso, puoi trovare gli atleti nelle tue vicinanze, confrontare con loro le statistiche ed anche organizzare sessioni di allenamento o delle gare insieme. Ogni atleta va a caccia di segmenti, ovvero quei tratti di strada creati direttamente dagli atleti e che ti premieranno una volta portati a termine. Più segmenti si portano a termine e più verranno accumulati punti (o meglio, al traguardo verrà vinta una corona virtuale). Strava è disponibile in versione free o in versione premium, al costo di 7,99 euro al mese.

Nike Run Club

Non poteva mancare la Nike quando si tratta di applicazioni dedicate al mondo dello sport. Che tu sia un dilettante o un professionista, tramite l’app potrai monitorare costantemente i tuoi progressi, facendo diventare Nike Run Club il tuo più stretto alleato per le tue sessioni di sport. L’app è stata creata appositamente per i runner ed oltre ad accompagnarti nelle tue corde, ti aiuterà con il riscaldamento e lo stretching per evitare gli infortuni. Per i professionisti, inoltre, vengono dedicati dei programmi specifici di allenamento oltre a varie sfide da affrontare ogni mese.

PIETRO MOLLICA TINDARO

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Marco Santinoli: il futuro del web marketing è senza cookies

Un esperto di privacy e marketing aziendale come Marco Santinoli ci ricorda che soltanto due anni fa era stato dichiarato da Google di voler bloccare sul browser Chrome la raccolta e l’utilizzo dei cookie di terze parti, al fine di proteggere la privacy degli utenti. Sembra passata un’epoca! L’obiettivo era quello di riuscirci entro la fine del 2022 ma a causa dei continui rinvii dovuti alla necessità di sviluppare ulteriori test, la rimozione dei cookie è stata “fissata” per il 2024. Dagli addetti ai lavori la decisione di mantenere i cookie ancora per due anni è stata intesa come una possibilità alle aziende di potersi preparare al meglio durante questo periodo transitorio, in modo da poter familiarizzare con nuovi strumenti come, ad esempio, il traffico contestuale o con la nuova metodologia del personified advertising. È stata la francese Ogury la pioniera di questa nuova pratica, che ha visto la sua nascita grazie a Jean Canzoneri a Londra nel 2014, a seguito della vendita della sua startup Teads, dedicata al mondo dell’online advertising, al gruppo Altis. Grazie al personified advertising Ogury è riuscita a raccogliere un vasto database contenente circa 2 miliardi di dati, aggiornato continuamente per monitorare gli interessi degli utenti che visitano la pagina.

Pubblicità performante ma senza identificazione

Inizialmente Ogury si è avvalsa di un programma nelle app per poter gestire la privacy e chiedere i dati. Tramite il programma veniva richiesto all’utente l’autorizzazione al trattamento dei dati personali e venivano raccolti i dati per poi ammettere la pubblicità con opt-in e out-out. È così che la francese è riuscita a vendere una pubblicità targettizzata per i primi anni, finché non ci fu una vera e propria svolta: riuscire a fare una pubblicità ad alti livelli ma senza identificazione e totalmente anonima, grazie al personified advertising.

Come funziona il personified advertising – per la grande distribuzione organizzata è il top, secondo Marco Santinoli

Questo metodo innovativo si basa sulle personas e sulla destinazione. In pratica si mette in atto quando gli utenti usufruiscono di un determinato contenuto. Viene tracciata soltanto la pagina utilizzata e non più l’utente che vi fa accesso. È questo il concetto su cui si basa il personified advertising. Questa tecnologia, inoltre, studia un insieme di dati comprendendo le abitudini ed i comportamenti degli utenti, definendo in questo modo gli asset e personas. Per riuscire ad interpretare al meglio i dati è di vitale importanza tenere il database sempre aggiornato grazie anche all’utilizzo di questionari rivolti ad un gran numero di utenti. Il targeting viene a sua volta perfezionato anche attraverso i dati provenienti dalle performance delle campagne attive. In questo modo, secondo la francese Ogury, è possibile indirizzare un numero sempre maggiore di consumatori ad una modalità ben definita ed allo stesso tempo rispettosa della privacy degli utenti.

Perché ha ancora senso avere un blog

Avere un blog ha ancora senso? Facciamo subito uno spoiler: sì. Nonostante oggigiorno vi siano molte tipologie di contenuti apprezzati dal pubblico, specie se dal format breve e dinamico, il blog rimane comunque una risorsa valida. Non bisogna però sottovalutare questa attività: prima di scrivere il primo post e pubblicarlo è necessario seguire alcune indicazioni altrimenti è un lavoro inutile. Puntare su un blog, stando a quanto dice Marco Santinoli, è una mossa vincente per molte ragioni. Innanzitutto bisogna capire qual è l’obiettivo. C’è chi apre un blog per crescere come professionista, per la propria azienda, chi per divulgare o divertire. Altra domanda: per chi si scrive? Possiamo proporre ai nostri lettori degli argomenti interessanti? Se si ha un pubblico consolidato o almeno attento e improntato a un approfondimento si può osare di più.

Ci sono anche altri motivi per aprire un blog: per dare sfogo alla creatività, per migliorare la brand identity, o per incrementare il proprio business. Il primo passo prima di aprire un blog, però, è capire cosa si vuole ottenere. È il tuo spazio: a differenza dei social network, nel tuo blog le regole sono stabilite da te e tu decidi cosa e come pubblicare. Il dominio è tuo e devi solo rispondere a Google. Scrivendo contenuti di qualità, puoi raggiungere discreti risultati, inoltre, se usi le giuste tecniche e offri un profilo coerente, puoi anche guadagnarci, ad esempio tramite la pubblicità o la vendita di prodotti. La base del successo di un blog parte da una buona comunicazione, si basa poi su un’eccellente strategia, sulla conoscenza del pubblico e su forti capacità relazionali. Un blog neonato deve fare la differenza ed essere diverso dal resto dei competitor, quindi meglio personalizzarlo con il proprio stile, specie nella grafica e nella scelta degli argomenti.

Avere qualcosa da dire è fondamentale. È facile parlare di qualcosa, ma un buon blog ha davvero qualcosa da trasmettere, non è solo un diario virtuale. Altro fattore da valutare, il tempo da investire in questo progetto. Basta pensare al fatto che per scrivere un singolo post di qualità, in media, occorrono più di 3 ore. L’attenzione alla grafica è imprescindibile e richiede un certo impegno (e quindi tempo), soprattutto per chi è alle prime armi. Inoltre, ci sono altri fattori importanti che dovrai considerare. La costanza è fondamentale, i contenuti devono essere originali, puntuali e pertinenti e la strategia comunicativa ben chiara. Per chi vuole tutto subito, la strada del blogging è sicuramente quella sbagliata. Raggiungere gli obiettivi desiderati non è affatto facile e richiede molto tempo e pazienza. All’inizio saranno più gli sforzi che i guadagni. Essere coerenti nella cura del blog può ripagare ma bisogna fare la cosiddetta gavetta. Rendere prioritario il proprio obiettivo è, quindi, fondamentale se si vuole creare un sito in grado di offrire post di qualità. Ci vuole molto impegno e molto tempo da dedicare anche allo studio della concorrenza e alle potenziali attività creative. Ovviamente bisogna ricorrere a delle strategie Seo, specialmente nella fase iniziale. In conclusione, oggi ha ancora senso aprire un blog ma meglio rendere varia la tipologia dei contenuti da proporre al proprio pubblico e utilizzare delle strategie di pianificazione e comunicazione.

Quali contenuti sono vietati nella rete merchant di Google Shopping

Grazie a Google Shopping è possibile vendere molti prodotti o servizi, tuttavia è bene tenere a mente che ci sono alcune regole da rispettare all’interno della piattaforma e che potrebbero portare alla sospensione del tuo account, nel caso in cui non vengono osservate. Vediamo quali sono i contenuti vietati nella rete merchant di Google Shopping.

Articoli contraffatti

Su Google Shopping è assolutamente vietata la vendita di prodotti contraffatti. Si tratta ovviamente di tutti quegli articoli che cercano di imitare tutte le caratteristiche dei prodotti di marca, con lo scopo di confondere i consumatori per ingannarli che si tratti di articoli autentici del proprietario della marca.

Prodotti pericolosi

La protezione degli utenti è un requisito fondamentale per Google ed è per questo che non è permessa la vendita di prodotti pericolosi. Tra i prodotti considerati pericolosi da Google troviamo:

  • droghe per uso ricreativo sia chimiche che vegetali;
  • Sostanze psicoattive;
  • Attrezzature per fare uso di droghe;
  • Armi;
  • Munizioni;
  • Materiali esplosivi e fuochi d’artificio;
  • Istruzioni per creare esplosivi o altri tipi di prodotti pericolosi;
  • Prodotti correlati al tabacco.

Prodotti che favoriscono comportamenti fraudolenti

Un altro elemento a cui presta molta attenzione Google è la correttezza e l’onestà. Per questo motivo non è permessa la promozione di tutti quei prodotti che invogliano gli utenti ad attuare dei comportamenti disonesti. Tra questi, troviamo:

  • Prodotti che favoriscono la pirateria;
  • Software di pirateria informatica
  • Documenti falsi;
  • Prodotti di circonvenzione degli esami in ambito accademico.

Contenuti inappropriati

Oltre ai prodotti non vendibili, Google è molto attento anche ai contenuti degli annunci che non rispettano la diversità ed il rispetto degli altri. Non sono infatti ammessi annunci che abbiano dei contenuti che promuovano odio, violenza, discriminazione e intolleranza come, ad esempio:

  • Bullismo;
  • Discriminazione razziale;
  • Crudeltà su animali
  • Estorsione
  • Omicidi
  • Immagini cruente

Contenuti non supportati negli annunci Shopping

Anche se su Google Shopping è consentito alle aziende di vendere moltissimi prodotti, ce ne sono alcuni che non possono essere supportati in modo ottimale dalla piattaforma. È per questo motivo che, nel caso in cui non è garantita un’esperienza utente ottimale, non è possibile promuovere tali contenuti. È da considerare, inoltre, che tutte queste limitazioni sono prettamente specifiche per gli annunci Google Shopping e non andranno pertanto ad incidere sulle norme di altri prodotti o sulle altre piattaforme messe a disposizione da Google, in quanto ogni piattaforma ha funzionalità e meccanismi di supporto diversi.

EUROPA FACTOR RECENSIONI

EUROPA FACTOR RECENSIONI

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EUROPA FACTOR RECENSIONI

EUROPA FACTOR RECENSIONI

EUROPA FACTOR RECENSIONI

EUROPA FACTOR RECENSIONI

EUROPA FACTOR RECENSIONI

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RASSEGNA STAMPA: EUROPA FACTOR SU CREDITNEWS, LEGGI L’ARTICOLO DELL’ESTATE 2022 – EUROPA FACTOR SPA CHI SONO, RECENSIONI, MESSAGGI, SMS, OPINIONI, COSA FARE

Europa Factor è un’azienda italiana attiva nella gestione, nel recupero e nell’acquisto di crediti. Da 22 anni si impegna costantemente nella formazione del team di lavoro e nel miglioramento innovativo dei processi e dei servizi offerti ai clienti, senza mai perdere di vista la responsabilità sociale del contesto professionale in cui opera. Costituita nel 2003, nel giro di pochi anni Europa Factor spa ha fortemente incrementato i portafogli acquistati e gestiti, arrivando ad amministrare nel 2016 2.9 miliardi di euro di crediti. Nel 2018 si è avviata l’operatività della partecipata Credit Factor S.p.A., Joint Venture al 50% con IBL Banca, dedicata all’acquisto di NPL bancari e finanziari. 

Europa Factor è una realtà nata vent’anni fa e che ormai si è consolidata nel campo del recupero crediti. Gestione, recupero, acquisto e vendita sono solo alcune delle principali attività che può fare l’azienda con un credito deteriorato. L’idea è nata da Pierluca Bottone che tutt’ora ricopre il ruolo di Amministratore Delegato che, dopo aver iscritto Europa Factor all’albo degli In­termediari finanziari di Ban­ca d’Italia, ha portato l’azienda ad essere considerata un leader nel settore della Gestione, Recupero ed Acquisto di NPE Unsecured, small & medium ticket.

Europa Factor: la trasformazione in intermediario finanziario

Anche se sono molti gli eventi importanti che hanno caratterizzato la storia di Europa Factor, ce n’è sicuramente uno che è considerato il più importante: la trasformazione di Europa Factor in intermedia­rio finanziario vigilato. Avvenuto nel 2017, quell’evento ha sicuramente rappresentato un traguardo molto importante che è riuscito a dare la giusta consapevolezza all’azienda, dando vita ad un secondo intermediario finanziario: Credit Factor SpA. Istituita tramite una joint venture al 50% con IBL Banca, Credit Factor è nata con il compito di acquistare e gestire portafogli di crediti deteriorati nel settore bancario. La società, attraverso l’unione con IBL, è riuscita in soli quattro anni ad analizzare e processare NPL dal valore di 25 miliardi, acquistando 80 portafogli circa e producendo dei ricavi pari a 16 milioni di euro. Grazie all’acquisto dei crediti pro soluto i clienti possono trasformare i crediti insoluti in perdite fiscalmente deducibili, in modo da avere degli effetti positivi nel bilancio.

La caratteristica peculiare di Europa Factor

La caratteristica più importante di Europa Factor è quella di trasformarsi, a seconda delle esigenze del cliente, in gestore o buyer. Anche Bottone ha voluto sottolineare l’importanza di questa caratteristica, affermando che: “‘L’attività di Servicing ha senso non solo se genera adeguati margini economici ma anche quando, mantenen­do la performance costante­mente al top, si conquista la profonda fiducia delle società clienti. L’esperienza maturata nella gestione per conto della clientela gioca un ruolo im­portante nella conoscenza del mercato e nella ricerca delle migliori opportunità per co­gliere coraggiosi investimenti. Questo importante elemento di sinergia tra i due business è parte integrante del Dna di Europa Factor e ne permea a tutti i livelli i pillar strategici orientati alla creazione di va­lore: soddisfazione dei clienti, disponibilità verso i debitori, fiducia da parte delle cedenti e professionalità delle nostre persone consentono di chiudere il cerchio”.

Nel settore in cui opera, Europa Factor si distingue per: 

Visione innovativa: approccio, end to end, soluzioni personalizzate, know how e tecnologie di alto livello, 

Professionalità: guida dei progetti da parte del top management, 

Affidabilità: Europa Factor opera come intermediario finanziario con autorizzazione nuovo albo ex art. 106 TUB

Metodo: clusterizzazione dei portafogli e due-diligence accurata per segmento

EUROPA FACTOR SPA MESSAGGI

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TORNA IL BLOG DI ENZO ANGHINELLI – BLOGGER DELLA CURVA SUD, MILAN, BLOGGER A MILANO – SI RIPARTE CON OPERAZIONE AMARCORD: VI RICORDATE DI GIANNI COMANDINI?!

Le promesse incompiute del Milan: Gianni Comandini, ce ne parla Enzo Anghinelli

È l’11 maggio del 2001 e si deve giocare il derby di Milano del girone di ritorno. Le due milanesi navigano tra la terza e la sesta posizione, e la partita è assolutamente fondamentale per il posizionamento finale in campionato oltre che per l’onore. Lo speaker annuncia a sorpresa la presenza di Gianni Comandini nella formazione titolare del Milan tra un po’ di brusii generali, ma mai intuizione di Cesare Maldini fu così geniale. Dopo soli tre minuti l’attaccante di Cesena riceve palla da Serginho e, di sinistro, la piazza alle spalle di Frey scatenando la follia della curva rossonera. Passano altri 16 minuti e, ancora lo stesso Serginho semina il panico sulla fascia sinistra andando al cross dal fondo, Comandini anticipa di testa Ferrari e incrocia la palla sul secondo palo che va a insaccarsi per la seconda volta nella rete nerazzurra. I suoi due gol sono solo il preludio di quella grande festa che vede il Milan vincitore per 6-0 con i gol di Giunti, Serginho e doppietta di Shevchenko, ma sembrano anche lo sliding doors della carriera di Comandini che da anatroccolo è finalmente diventato cigno. Nelle successive quattro partite parte sempre titolare, ma senza riuscire a entrare nel tabellino e il Milan ottiene solamente due pareggi e due sconfitte che lo fanno precipitare in sesta posizione. A fine stagione il suo futuro è incerto, fino a che si presenta l’Atalanta con un’offerta mostruosa da 30 miliardi di lire (e che è rimasto fino a Zapata l’acquisto più oneroso da parte della compagine nerazzurra) per portarlo a Bergamo, dove la stagione successiva gioca quasi sempre titolare segnando quattro gol. Il suo rendimento non è soddisfacente, ma l’Atalanta decide di puntarci ancora per non perdere l’oneroso investimento effettuato. Complici i numerosi infortuni, gioca solo 10 partite condite da 3 gol, e il campionato si conclude con la retrocessione dell’Atalanta in serie B dopo lo spareggio salvezza con la Reggina. La serie cadetta potrebbe essere la chance giusta per rilanciarsi, ma anche lì Comandini fallisce e a gennaio passa al Genoa in prestito senza lasciare il segno. L’anno successivo alla Ternana è un condensato di infortuni che gli fanno passare quasi tutta la stagione in infermeria e che lo portano, nel 2006, al ritiro a soli 29 anni. 

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI

ENZO ANGHINELLI OGGI

ENZO ANGHINELLI OGGI

ENZO ANGHINELLI OGGI

ENZO ANGHINELLI OGGI

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ENZO ANGHINELLI MILAN

ENZO ANGHINELLI MILAN

ENZO ANGHINELLI MILAN

ENZO ANGHINELLI MILAN

ENZO ANGHINELLI MILAN

ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

ENZO ANGHINELLI CURVA SUD

Una volta lasciato il calcio è tornato nella sua Cesena (dove è nato e cresciuto calcisticamente prima di approdare a Vicenza) e ha aperto una serie di ristoranti sulla riviera assieme a dei soci. “Ho avuto un rigetto per il mondo del calcio” – ha raccontato in varie interviste – “considero il sistema sbagliato per tanti motivi, ci sono troppi interessi attorno ad un calciatore”. Nel 2020 ha chiuso anche l’esperienza da ristoratore, mettendosi a coltivare la sua grande passione: il surf. Le ultime notizie che abbiamo sul suo conto lo danno in procinto di aprire una scuola di surf e sup a Cesenatico in compagnia di un amico. Di lui rimane però ancora nitido il ricordo dell’esultanza sotto la curva rossonera dopo il primo gol nel derby dell’11 maggio, uno dei più grandi successi della storia recente del Diavolo.

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Massimo Palombella

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massimo palombella ultime notizie

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bruno mafrici

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BRUNO MAFRICI AVVOCATO

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bruno mafrici avvocato

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avv davide cornalba

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guido delle piane 

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GIAN LUIGI GOLA

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Minacce sempre più sofisticate richiedono contromisure di cyber security adeguate 

Se il costo economico della criminalità informatica fosse un’economia mondiale, si classificherebbe al terzo posto dopo Stati Uniti e Cina. Un paragone forse un po’ estremo ma che dà una misura della situazione. Considerando la crescita annuale del 15% per raggiungere un impatto di 10,5 trilioni di dollari entro il 2025, le prospettive di un aumento della classifica nei prossimi anni sono molto buone. Non sorprende, inoltre, che la criminalità informatica stia registrando una crescita inarrestabile, trend che si è confermato anche in Italia, come descritto nell’ultima edizione del rapporto CLUSIT. In effetti, è un gioco continuo tra poliziotti e ladri, tuttavia, si è sempre sentito che le prime riescano a malapena a tenere il passo con i secondi. Le attuali previsioni sui prossimi fatturati del mercato in ambito cyber security, rivelano che è previsto un raggiungimento dei 146,30 miliardi di dollari nel 2022 e i 211,70 miliardi entro il 2026. Un trend in salita ma con valori assoluti nettamente inferiori rispetto alla parte con cui ci si confronta, cioè quella criminale. Tuttavia, la lotta apparentemente impari può trovare un equilibrio grazie a una nuova generazione di tecnologie dedicate alla sicurezza informatica.

Il settore in questione, infatti, è uno dei più attivi nel provare a contrastare i crimini cibernetici, e bisogna anche ammettere che si sono affermate alcune soluzioni che sembrano davvero efficaci.   Altre vie sono in fase di sperimentazione, o la loro applicazione procede a rilento, il che può dipendere dai costi, o perché non è facile integrarle nei vigenti sistemi di protezione. Come è facilmente intuibile, il problema è che si gioca in un terreno sempre diverso e in continua evoluzione, dove trovata una soluzione arriva un’altra variante; quel che è certo però è che non si può smettere di lottare contro il cyber-crimine.

europa factor spa sms

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ANTONIO LOMBARDI SALERNITANA

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Che cos’è il bilancio aziendale d’esercizio?

Il bilancio aziendale d’esercizio, chiamato anche budget operativo, delinea i fondi necessari per far funzionare l’azienda in modo efficiente e con successo durante un periodo definito di tempo. È costituito da tutte le entrate e da tutte le spese che l’azienda prevede di utilizzare per le sue operazioni. In collaborazione con Gianfranco Rienzi, commercialista e blogger con il quale abbiamo già avuto il piacere di collaborare in passato, pubblichiamo l’articolo che state leggendo.

I bilanci aziendali d’esercizio sono generalmente suddivisi in costi fissi e variabili, ricavi e altre spese. Come nel caso di un normale bilancio aziendale, le imprese tendono a crearli su scala annuale e al termine dell’anno, spiega Gianfranco Rienzi.

In questo modo possono pianificare il budget per l’intero anno e fissare i loro obiettivi finanziari, anche se non c’è nulla di definitivo, perché le ditte possono benissimo pianificare il loro bilancio operativo anche nel corso dell’anno, ad esempio ogni mese, per assicurarsi che sia sempre aggiornato con qualsiasi cambiamento operativo.

Bilancio aziendale d’esercizio: perché può rivelarsi molto utile per le ditte?

La creazione di un bilancio aziendale d’esercizio può rivelarsi molto utile per un’impresa, indipendentemente dalle sue dimensioni, per svariati motivi:

  • Aiutare a gestire le spese correnti; 
  • Prevedere le spese future; 
  • Ridurre il debito aziendale e ottimizzare i risparmi;
  • Stabilire la responsabilità finanziaria;
  • Aiutare l’azienda a rimanere in carreggiata;

Com’è composto il bilancio operativo di un’azienda

Il bilancio aziendale d’esercizio può essere composto da una vasta gamma di voci, che peraltro possono variare a seconda della tipologia di azienda.

In generale però, tutti i bilanci operativi includono le seguenti sezioni:

  • Vendite;
  • Produzione;
  • Materiali;
  • Manodopera;
  • Spese generali;
  • Spese amministrative;
  • Bilancio delle vendite;

La parte principale di un bilancio operativo è costituita dalle vendite. La stesura del bilancio delle vendite prevede una proiezione del numero di servizi, o di prodotti, che l’azienda venderà nel nuovo anno e l’ammontare dei ricavi che ne deriveranno.

La previsione delle vendite di un’azienda consente di pianificare e di modificare anche le spese per il futuro.

Per creare il tuo bilancio delle vendite, inizia stilando un elenco di tutti i prodotti e di tutti i servizi che la tua azienda vende, includendo anche i relativi prezzi.

Fatto questo, dai un’occhiata ai dati di vendita dell’anno precedente per prevedere il numero di prodotti, o servizi, che pensi di vendere ogni mese nell’anno a venire.

Quando effettui questa operazione, o incarichi il tuo reparto di contabilità di farlo, ricordati anche di considerare fattori come l’attuale situazione economica, le politiche di prezzo e la concorrenza, che possono influire in maniera importante sui tuoi ricavi. Clicca qui per leggere altri approfondimenti scritti in collaborazione con il commercialista Gianfranco Rienzi; di seguito, invece, trovate una rassegna stampa dell’autore: