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Blog Consorzio Valori su Certificazioni ISO e Antimafia appalti

Riceviamo e pubblichiamo il contenuto condiviso con la nostra redazione dal team del blog di Costruzioni, Strade e Autostrade: le normative Anas e Antimafia in Italia, in collaborazione con la redazione web di Consorzio Valori. Da questo blog, ricorderete, in passato avevamo già ricevuto eccellenti contenuti di approfondimento tecnici dai collaboratori di Roma di Domenico Mollica, Francesco Mollica e Filippa Mollica.

L’ANAC come autorità indipendente a tutti gli effetti: il potere di autotutela

Massimamente innovativa e dirompente era considerata, cose ricorda Domenico Mollica quando parla degli effetti del Consorzio Valori S.c.a.r.l.,  la previsione recata nell’originaria formulazione dell’art. 211, al comma 2, del potere di raccomandazione vincolante rivolta dall’ANAC alla stazione appaltante quando, nell’esercizio delle proprie funzioni, l’Autorità avesse ravvisato l’illegittimità nella fase pubblicistica dell’aggiudicazione; potere che si risolveva  nell’invito, mediante atto di raccomandazione, alla stazione appaltante ad agire in autotutela e a rimuovere altresì gli eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non superiore a sessanta giorni, con la previsione di una sanzione amministrativa pecuniaria a carico del dirigente responsabile della stazione appaltante, per il caso di mancato adeguamento, entro il limite minimo di euro 250 e il limite massimo di euro 25.000. La disposizione in esame, che mirava evidentemente a rafforzare la capacità di enforcement degli atti adottati dall’Autorità nell’esercizio delle attività di vigilanza e di controllo, è stata fortemente criticata dalla dottrina, che ne ha sottolineato la dubbia legittimità costituzionale e comunitaria e l’inidoneità a produrre reali effetti deflattivi del contenzioso, paventando, anzi, che la stessa possa paradossalmente portare a un incremento di esso.

Il Consiglio di Stato in tema di autotutela e la raccomandazione vincolante dell’ANAC

In particolare, il Consiglio di Stato vi ha colto una deroga al consolidato principio per cui l’esercizio del potere di autotutela rientra nella discrezionalità della p.a. e non è coercibile, evidenziando come nella specie, in ragione della configurazione data alle “raccomandazioni” dell’ANAC, non possa neanche parlarsi di un invito obbligatorio a esercitare l’autotutela (ciò che lascerebbe pur sempre impregiudicate le determinazioni nel merito della stazione appaltante), bensì di un vero e proprio “annullamento mascherato” posto in essere attraverso un provvedimento i cui effetti lesivi possono essere scongiurati dalla stazione appaltante soltanto attraverso la sua impugnazione giurisdizionale. Peraltro, dando ingresso alle testé citate critiche, il decreto correttivo ha abrogato l’art. 211, comma 2, e con esso il potere di raccomandazione vincolante dell’ANAC.

Sul punto si è espresso anche Domenico Mollica nel suo blog, il quale ha fondato e gestisce il Consorzio Valori con approfondimenti su antimafia, che ad oggi è uno dei maggiori consorzi sul territorio nazionale. Dunque, non potrebbero prospettarsi dubbi di radicale incompatibilità tra le direttive e la normativa di attuazione nazionale morbida: Consorzio Valori antimafia, Domenico Mollica Consorzio Valori, Filippa Mollica, Avvocato Francesco Mollica.

COLLEGAMENTI RAPIDI:

consorzio valori antimafia

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Uno sguardo al diritto Europeo 

Resta fermo il principio secondo cui il diritto «flessibile» nazionale non potrebbe mai costituire una sorta di artificiosa elusione dei vincoli europei, determinando un recepimento incompleto o attenuato del diritto comunitario, dovendosi al contrario sempre garantire l’effettività delle direttive del 2014 attraverso adeguati strumenti processuali e sostanziali.

In altri termini, il diritto europeo intende senz’altro valorizzare la «flessibilità» delle procedure di affidamento e degli strumenti contrattuali messi a disposizione delle stazioni appaltanti, accentuando anche gli autonomi poteri di scelta delle amministrazioni aggiudicatrici (tanto nei settori ordinari, quanto, in modo più accentuato, nei settori speciali), nel rispetto delle finalità generali dell’ordinamento. Ma questo importante concetto di «elasticità» – si è osservato – riguarda non tanto la struttura della disciplina normativa e la sua forza di resistenza passiva, quanto, piuttosto, l’esercizio delle funzioni delle singole stazioni appaltanti, la loro discrezionalità, connessa alla dinamicità dei rapporti economici.

Dunque e coerentemente, l’elasticità delle procedure dovrebbe essere bilanciata dalla cogenza dei principi generali e delle regole, atteso che il concetto di flessibilità pur presente a livello di normativa comunitaria e richiamato in alcuni considerando delle direttive del 2014 (si vedano, ad esempio, i considerando n. 42, 61 e 115 della Direttiva 25/2014/UE), ma non nell’articolato, non pare fornire particolare supporto alla tecnica della regolazione flessibile. Siffatte asserzioni ben si possono armonizzare con quanto posto in essere da Domenico Mollica, nell’ambito del Consorzio Valori.

A proposito di Valori S.c.a.r.l. l’eccellenza italiana

Valori S.c.a.r.l. Consorzio Stabile si trova a Roma in Via degli Scipioni 153. Fondata nel 2004, attualmente Valori S.c.a.r.l. Consorzio Stabile è presente sul web grazie al sito aziendale, rintracciabile al link http://www.valoriscarl.it/. Il prestigio di Valori S.c.a.r.l. si deduce anche dal nutrito elenco di certificazioni ed attestazioni di cui l’azienda Valori S.c.a.r.l. è fornita. La maggior parte delle attestazioni rientra nell’ambito delle certificazioni ISO. Esse sono requisiti imprescindibili e necessari per un’azienda che desideri differenziarsi rispetto alla concorrenza, attraverso l’ausilio di strumenti professionali studiati appositamente e che dimostrino la conformità dei propri sistemi di gestione dei processi aziendali a standard disciplinati da specifiche norme tecniche. ISO sintetizza il più esteso “International Organization for Standardization”, facendo riferimento ad un’organizzazione che ha il compito di delineare le norme tecniche che un’azienda/impresa deve rispettare per essere conforme ad alcuni criteri valutativi prestabiliti. ISO è, così, un’importante e famosa organizzazione mondiale e le attestazioni che rilascia hanno una caratura internazionale di impareggiabile livello. Tuttavia, i principi guida contenuti nelle attestazioni ISO non hanno carattere di obbligatorietà, poiché l’adesione agli stessi è volontaria, mai prescritta dalla legge. Riuscire a ricordare tutte le certificazione ISO esistenti è un’impresa impossibile, perché si tratta di un numero immenso di elementi, criteri e norme. Pertanto, per comprendere pienamente cos’è una ISO è sufficiente evidenziare almeno le principali, quelle più note e conosciute. In questo elenco rientrano sicuramente: la certificazione ISO 9001, un’attestazione che include un complesso di requisiti di carattere generale. Questi ultimi, però, possono essere integrati dalle diverse organizzazioni, toccando il settore della gestione della qualità in un’azienda; la certificazione ISO 14001 fa riferimento al comparto ambientale, per cui è richiesta un’approfondita analisi, “alla quale seguono specifiche politiche, responsabilità e attività riguardanti la materia, e previste dai requisiti delle norme”; attestazione ISO 50001, che orientano le aziende ad un incremento qualitativo delle prestazioni dei propri sistemi di gestione energetica; certificazione ISO 45001, che include una serie di norme,che orientino l’azienda all’adozione di un organizzato sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Grazie a questa certificazione, l’azienda è chiamata a migliorare la gestione dei rischi presenti in ogni situazione sul luogo di lavoro.  Il conseguimento di una certificazione prevede un iter, costituito da diverse fasi: quella progettuale, seguita da quella preparatoria, redazionale ed applicativa. Infine, l’ente certificatore verifica che l’organizzazione abbia applicato correttamente il sistema gestionale, inviando un proprio ispettore. C’è, poi, una verifica di corretta applicazione del sistema gestionale, realizzata da un Ente certificatore, attraverso un ispettore abilitato. Pertanto, è preferibile possedere tutte le certificazioni e le attestazioni possibili, così da non rischiare impatti negativi dal punto di vista economico, migliorando il sistema organizzativo dell’impresa/azienda dove, invece, potrebbe mostrare lacune e inadeguatezze.

LA RASSEGNA STAMPA DEL DIRETTORE – DICEMBRE 2021:

https://www.civitanews.it/blog-avvocato-francesco-mollica-sui-poteri-anac/

https://www.italiaterranostra.it/procedimenti-cautelari-diritto-amministrativo-con-avvocato-filippa-mollica/

http://www.topnotizie.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-tratto-statale-96-191/

http://www.dimmidipiu.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-campus-universitario-di-matera-965

https://cafehem.net/2021/11/22/valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-nel-blog-del-direttore/

https://wowpowerscore.com/2021/11/22/antimafia-ottimo-spunto-dal-blog-di-consorzio-valori/

https://thecedarrapidsdentist.com/2021/11/22/il-potere-dellantimafia-blog-consorzio-valori/

http://www.tuaimpresa.it/costruzioni-a-roma-valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-168

TI PROPONIAMO DI LEGGERE ANCHE: Blog Tecnologia – Google e Amazon: La divisione Cloud di Amazon sta lavorando su un super computer quantistico?

Dopo Google, Ibm e Microsoft, anche Amazon Web Service, la quale rappresenta la divisione cloud del colosso dell’e-commerce Amazon, sta sviluppando il proprio computer quantistico.

Amazon Web Service dalla nascita ad oggi

Per prima cosa è necessario chiarire cosa sia Amazon Web Services. AWS è una piattaforma di proprietà del gruppo Amazon che offre servizi di cloud computing, elaborazione e distribuzione di contenuti e molto altro, ideali per creare applicazioni sofisticate in modo flessibile, scalabile e affidabile. Lanciata nel 2002, AWS oggi copre il 58% del fatturato di Amazon facendosi strada come leader nel settore del cloud computing, offrendo oggi più di 100 servizi in cloud. Ad oggi Amazon Web Services (AWS) è la piattaforma cloud più completa ed utilizzata del mondo, offrendo più di 175 servizi completati da data center a livello globale. Milioni di clienti utilizzano AWS per diminuire i costi ed innovarsi in modo più rapido.

Nel 2014, AWS è stata la prima piattaforma cloud a lanciare uno spazio di elaborazione completamente serverless sotto il nome di AWS Lambda, permettendo agli sviluppatori di eseguire il loro codice senza necessità di provisioning o di gestire server. Ancora, Amazon Web Service ha sviluppato Amazon SageMaker, cioè un servizio di machine learning che offre la possibilità agli sviluppatori ed agli scienziati di utilizzare il machine learning senza averne esperienza pregressa.

Amazon sta lavorando ad un super computer quantistico

Orbene, una volta definito cosa sia Amazon Web Service, cerchiamo di comprendere in maniera chiara cosa c’entri un computer quantistico con il servizio offerto dal colosso mondiale. Oscar Pinter, dirigente del team di hardware quantistico presso Amazon Web Services ha dichiarato “Abbiamo un progetto interno per costruire il nostro computer quantistico e svilupparne software e algoritmi”. 

Perché proprio un computer quantistico?

A differenza del normale computer, un computer quantistico non memorizza informazioni sotto forma di bit, i quali possono assumere solo due stati, vale a dire 0 e 1. Il computer quantistico si avvale, appunto, di bit quantistici, o per convenzione qubit, che sono particelle subatomiche capaci di esprimere una moltitudine di diversi stati. La differenza tra i bit convenzionali, che assumono solo il valore 0 o 1, è che un qubit può assorbire qualsiasi combinazione dei suoi due stati.

Ma Amazon non è il primo ad aver avuto l’idea, infatti già Google ed IBM hanno già provato la sperimentazione dei computer quantistici, e nel 2020 i ricercatori dell’Università della Scienza e della Tecnologia della Cina hanno annunciato che il loro processore quantistico ha impiegato 200 secondi per raggiungere un compito che avrebbe richiesto 600 milioni di anni per essere completato con dispositivi classici. La Cina ha con questo progetto battuto il motore di ricerca americano.

Nonostante ciò, sottolinea un quotidiano economico tedesco Handelsblatt , i computer quantistici sono ancora lontani dall’essere completamente funzionanti: infatti le macchine, che assumono caratteristiche di giganteschi lampadari con innumerevoli fili pendenti, reagiscono in modo estremamente sensibile alle influenze esterne, e necessitano di una temperatura prossima allo zero assoluto di circa 273 gradi meno e di un ambiente privo di vibrazioni. Painter nell’ambito della stessa intervista sottolinea come “in Amazon Web Service, di solito non ci concentriamo su problemi lontani nel futuro. Facciamo le cose che i nostri clienti vogliono che facciamo”, afferma Richard Moulds, amministratore delegato di Amazon Braket, già accennato a Roma.

Per rispondere alla domanda iniziale “perché proprio un computer quantistico?” È molto semplice, perché il mercato chiama. In uno studio recente, la società di consulenza gestionale BCG calcolava che i computer quantistici completamente funzionanti possono rilasciare fino a 850 miliardi di dollari di valore aggiunto, anche se l’effetto vero e proprio non si verificherà prima dell’anno 2040. Dal 2040, il volume di mercato dei fornitori di computer quantistici salirà fino a 170 miliardi di dollari. E dunque Amazon vuole sfruttare a lungo termine la capacità di calcolo quantistico da inserire nel cloud, rendendo quest’ultimo più veloce e sicuramente molto diverso da come lo si intende oggi.

Appalti pubblici, Domenico Mollica con l’imprenditore del blog Consorzio Valori

Il codice dei contratti pubblici ed il ruolo dell’Anac

Il nuovo Codice dei contratti pubblici, approvato con il D.Lgs. 18 aprile 2016, nr. 50, ha ridisegnato in maniera vistosa ed ampia il ruolo dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) nel sistema degli appalti e delle concessioni pubbliche, rendendola di fatto il vero e proprio perno istituzionale sul quale avrebbe dovuto ruotare l’intero sistema. Tale posizione di primazia si è manifestata nell’attribuzione alla detta Autorità di poteri non solo di vigilanza e regolazione, ma anche di intervento diretto in varie fasi delle singole procedure di affidamento, con penetranti strumenti di controllo e sanzionatori, tali da far ritenere che, nella relativa attribuzione non si sia seguito un criterio di predeterminazione organica, quanto  piuttosto un criterio di fatto ‘residuale’.

Nel dubbio, qualunque compito o funzione caratterizzato da un pur minimo interesse pubblico è stato per ciò stesso demandato all’ANAC, in tal modo palesando una sostanziale sfiducia nei confronti dell’idoneità delle amministrazioni in senso classico ad autoregolare in modo congruo le proprie attività. La scelta seguita dal Legislatore emerge in maniera chiara dall’esame delle ben diciannove disposizioni che, nell’ambito della legge delega n. 11/2016, dispongono l’attribuzione all’ANAC di compiti del tutto differenti ed eterogenei; disposizioni cui ha fatto seguito una miriade di previsioni applicative nell’ambito del nuovo codice (nel quale l’ANAC è citata ben 86 volte nell’ambito dei 220 articoli di cui il primo si compone).

Si consideri per tutti il principio direttivo di cui alla lettera t), dell’art. 1, della legge delega – costituente una summa dell’obiettivo perseguito dal Legislatore e, al contempo, della poliedricità degli strumenti a tal fine approntati – in ragione del quale è prevista «l’attribuzione all’ANAC di più ampie funzioni di promozione dell’efficienza, di sostegno allo sviluppo delle migliori pratiche, di facilitazione allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti e di vigilanza nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, comprendenti anche poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare, di deterrenza e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante e fatta salva l’impugnabilità di tutte le decisioni e gli atti assunti dall’ANAC innanzi ai competenti organi di giustizia amministrativa».

Il ruolo dell’Anac, una super Autorità

Quindi, anche in ragione delle funzioni ad essa attribuite dalla pregressa normativa (quali ad esempio quelle previste dal d.l. 24 giugno 2014, n. 90, conv. in l. 11 agosto 2014, n. 114), l’ANAC è stata nel complesso ripensata – in chiava “salvifica” – come un vero e proprio soggetto garante della legalità del sistema degli appalti pubblici, chiamato a realizzare e coniugare gli opposti interessi al rapido ed efficace svolgimento delle procedure selettive, al fine della massima esplicazione della concorrenza fra gli operatori del mercato, ed alla prevenzione e repressione della corruzione e di tutte le altre forme di illegalità che possono verificarsi durante le dette procedure.

In altri termini, una “Super” Autorità.

Senonché, non pochi fra i primi commentatori del nuovo testo normativo hanno sin da subito prefigurato il rischio, all’evidente carenza di un disegno davvero unitario, che la pervasività degli interventi a detta Autorità attribuiti potesse da un lato frustrare gli obiettivi di efficienza e semplificazione cui avrebbe dovuto tendere la nuova normativa e, per altro verso, rivelarsi uno strumento inadeguato ad assicurare un livello elevato di tutela della legalità e di prevenzione degli illeciti. Peraltro, quanto al già citato d.lgs. nr. 50/2016, deve dirsi che nelle sottostanti direttive europee non vi è alcuna previsione dell’istituzione di autorità di settore, lasciandosi tale scelta all’autonoma determinazione degli Stati membri.

Tuttavia, specie negli ultimi lustri, quello della prevenzione della corruzione e delle infiltrazioni criminali ha costituito certamente un’esigenza “interna” rilevante e tale da giustificare la deroga al divieto di gold plating (sancito alla lettera a) della legge delega). Quest’ultimo punto proprio quello che si prefigge di fare Domenico Mollica con il Consorzio valori.

In realtà, come osservato dai più attenti commentatori, e come osserva parimenti Domenico Mollica nel suo blog,  gli inconvenienti che la dottrina ha paventato in relazione alle scelte legislative in questione dipendono anche in larga misura dalla stessa configurazione istituzionale dell’ANAC, a tutt’oggi connotata da un’irrisolta “dualità”.

Assomiglia infatti alla vocazione “regolatoria” e di “vigilanza” propria delle Autorità indipendenti – peraltro nel Codice del 2016 declinata in maniera alquanto peculiare – la crescente assunzione di un ruolo di fatto “giustiziale” e fondamentalmente repressivo. Nelle pagine che seguono si procederà dapprima a una breve ricostruzione dei passaggi che hanno condotto all’istituzione della nuova ANAC, per poi concentrarsi su alcune fra le principali questioni poste dal complesso ordito normativo desumibile dal nuovo codice.

I poteri di regolazione: le linee-guida dell’Anac

Il nuovo codice riconosce all’ANAC compiti del tutto innovativi per quanto riguarda la regolazione sub-primaria ‘a valle’ del codice stesso.

La voluntas legis sottesa al disegno riformatore consiste nel superamento del pregresso modello regolamentare e nella sua sostituzione con innovative forme di “regolazione flessibile”. Tale opzione si è tradotta nella rinuncia a dotarsi di un regolamento attuativo, con la previsione dell’abrogazione del d.P.R. 5 ottobre 2010, nr. 207, e della sua sostituzione con strumenti di regolazione più leggeri e “flessibili”, nella cui predisposizione un ruolo essenziale è attribuito proprio all’ANAC. In particolare, l’art. 1, comma 5, della legge-delega fa espresso riferimento alle “linee-guida” dell’ANAC quale fonte destinata a prendere il posto del regolamento attuativo unico nel fornire agli operatori economici e alle amministrazioni aggiudicatrici la disciplina di dettaglio.

CONTINUA A LEGGERE – COLLEGAMENTI RAPIDI:

consorzio valori antimafia

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CONSORZIO VALORI

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consorzio valori mollica

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DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

La norma residuale dell’art. 213, declina in via generale i poteri di regolazione attribuiti a tale Autorità: “…L’ANAC, attraverso linee guida, bandi-tipo, capitolati-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolazione flessibile, comunque denominati, garantisce la promozione dell’efficienza, della qualità dell’attività delle stazioni appaltanti …”.

Nel corpo del d.lgs. nr. 50/2016, tale richiamo è concretizzato in una pluralità di norme, che di volta in volta affidano all’ANAC il compito di disciplinare aspetti e settori anche di estrema rilevanza della nuova normativa.

Al riguardo, si impone una prima notazione. Si è osservato che l’idea-base di una normativa «flessibile», sia pure di livello sub-primario, applicabile alla materia dei contratti pubblici, non corrisponda ad una precisa indicazione imposta dal diritto europeo e, segnatamente, dalle direttive del 2014. Tuttavia il concetto amplissimo di flessibilità non è del tutto privo di rilievo nella normativa comunitaria, come dice anche Domenico Mollica nel proprio blog, ancorché con riferimento ad aspetti del tema diversi da quello del carattere assunto dalla disciplina nazionale di recepimento.

Le linee guida vincolanti e non vincolanti dell’Anac

Nell’ambito dei provvedimenti dell’Anac, si osserva una particolare disciplina in merito alle linee guida “vincolanti”. Principalmente previste agli artt. 83 e 84 nell’originaria formulazione del Codice (prima del correttivo), erano chiamate a definire il sistema di qualificazione delle imprese, i requisiti di partecipazione alle procedure, il regime delle SOA. Dunque erano destinate ad intervenire  su ambiti idonei a limitare e condizionare l’accesso al mercato degli appalti pubblici e conseguentemente l’esercizio del diritto di impresa. Di tal che evidente ne è la portata normativa. 

Le determinazioni del Consiglio di Stato 

Ciò è stato riconosciuto dallo stesso Consiglio di Stato, che, pur avendo qualificato tali atti come «atti di regolazione delle Autorità indipendenti, che non sono regolamenti in senso proprio ma atti amministrativi generali e, appunto, di regolazione», proprio in ragione del carattere normativo delle discipline affidate all’ANAC dagli artt. 83 e 84 citati, ne ha suggerito l’adozione con decreti ministeriali su proposta dell’ANAC. Tutto quanto riportato sopra è possibile trovarlo anche nel blog di Domenico Mollica.

Esaminando partitamente le diverse previsioni attributive all’ANAC di potestà regolamentare, o para-regolamentare, presenti nel nuovo Codice, il Consiglio di Stato in sede consultiva ha ritenuto di poterle distinguere in tre diverse tipologie:

-gli atti destinati a risolversi in una mera proposta dell’ANAC, recepita poi con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari;

-gli atti adottati con delibera dell’ANAC e dichiarati espressamente vincolanti erga omnes;

-gli atti adottati con delibera dell’ANAC a carattere non vincolante.

Secondo il supremo Collegio amministrativo, gli atti di cui sub a) non creano particolari problemi di inquadramento, potendo essere pacificamente ricondotti alla categoria dei regolamenti ministeriali di cui all’art. 17 della legge 23 agosto 1988, nr. 400, con la conseguente necessità di seguire il relativo iter procedimentale (parere del Consiglio di Stato, visto della Corte dei Conti, pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).

Gli atti non vincolanti dell’Anac

Neanche gli atti non vincolanti di cui sub c) pongono troppi problemi, potendo essere assimilati ad atti di indirizzo e orientamento, analoghi alle circolari, dai quali i destinatari possono motivatamente discostarsi.

Le maggiori criticità dell’inquadramento dogmatico, come propone Domenico Mollica, creatore del Consorzio Valori valori, tra i  primi in Italia,  riguardano invece le “linee-guida” di cui al punto b), che il Consiglio di Stato ha cercato comunque di ricondurre nello schema consolidato delle fonti normative note al nostro sistema. Esclusa la possibilità di considerare queste come espressione diretta del concetto di soft law, ed escluso del pari che possa trattarsi di attività normativa secondaria extra ordinem, si è ritenuto che le predette “linee-guida”, malgrado la denominazione formale che indurrebbe a qualificarsi come espressione di un potere di direttiva, debbano essere ricondotte alla categoria degli atti di regolazione delle autorità amministrative indipendenti, i quali non costituiscono regolamenti in senso proprio, ma atti amministrativi generali. ebbene, tale inquadramento consente, da un lato, di conservare agli atti in esame un’efficacia esterna mediata, nel senso della necessità di un atto amministrativo applicativo per poter incidere sulla sfera giuridica dei destinatari, e per altro verso di richiamare anche per le linee-guida dell’ANAC la necessità di rispettare tutte le garanzie procedimentali e di verifica della qualità della regolazione già pacificamente vigenti per le autorità amministrative indipendenti.

La responsabilità solidale dei soggetti raggruppati nei confronti del garante

Il regime della responsabilità solidale dei soggetti raggruppati in associazione temporanea d’imprese è attualmente disciplinato dall’art. 48 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, che prevede: 

– “L’offerta degli operatori economici raggruppati o dei consorziati determina la loro responsabilità solidale nei confronti della stazione appaltante, nonché nei confronti del subappaltatore e dei fornitori. Per gli assuntori di lavori scorporabili e, nel caso di servizi e forniture, per gli assuntori di prestazioni secondarie, la responsabilità è limitata all’esecuzione delle prestazioni di rispettiva competenza, ferma restando la responsabilità solidale del mandatario”; 

Ancora, “ai fini della costituzione del raggruppamento temporaneo, gli operatori economici devono conferire, con un unico atto, mandato collettivo speciale con rappresentanza ad uno di essi, detto mandatario. 13. Il mandato deve risultare da scrittura privata autenticata. La relativa procura è conferita al legale rappresentante dell’operatore economico mandatario. Il mandato è gratuito e irrevocabile e la sua revoca per giusta causa non ha effetto nei confronti della stazione appaltante. In caso di inadempimento dell’impresa mandataria, è ammessa, con il consenso delle parti, la revoca del mandato collettivo speciale di cui al comma 12 al fine di consentire alla stazione appaltante il pagamento diretto nei confronti delle altre imprese del raggruppamento”. 

Alla luce della ratio legis sottesa al citato comma 5 e degli arresti giurisprudenziali in materia sembra potersi affermare, come come chiarisce Domenico Mollica nel proprio blog, che i soggetti emittenti le cauzioni necessarie alla partecipazione alla gara ed alla successiva esecuzione dell’appalto non possano rientrare fra i “fornitori” che beneficiano della solidarietà patrimoniale prevista dalla norma in commento. 

Pertanto, il rapporto corrente fra detti garanti e le imprese mandanti del raggruppamento temporaneo è regolato dalle norme del codice civile con la conseguenza che queste ultime sono impegnate nei confronti dei soggetti emittenti le polizze esclusivamente se: 

-sottoscrivono direttamente dette cauzioni; 

-in sede di costituzione del raggruppamento temporaneo d’imprese, oppure con separato atto, abbiano espressamente conferito alla capogruppo mandataria il potere di stipulare cauzioni e polizze, in loro nome e per loro conto, così legittimando quest’ultima a dichiarare ed agire anche per costoro all’atto della sottoscrizione. Per quest’ultimo punto è possibile anche, per una maggiore completezza, fare riferimento a quanto accaduto con il Consorzio Valori S.c.a.r.l., il quale ad oggi è uno dei primi in Italia.

In difetto di tali alternative condizioni le mandanti convenute in rilievo (art. 1953 cod. civ.), regresso (art. 1950 cod. civ.) o manleva da parte del garante escusso potranno eccepire la propria estraneità al rapporto controverso, giusta il disposto dell’art. 1372 cod. civ., a mente del quale “il contratto ha forza di legge fra le parti […] Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge”. 

Le pronunce della giurisprudenza sul punto 

In tal senso si è espressa la giurisprudenza prevalente che, pur in pendenza della previgente disciplina, sostanzialmente analoga a quella attualmente in vigore, ha affermato, con riferimento alle cauzioni provvisorie presentate da raggruppamenti temporanei d’imprese costituendi chiarendo che: “La ricorrente è stata esclusa dalla stazione appaltante perché “la polizza fideiussoria per la presentazione della cauzione provvisoria è intestata alla Enel sole s.r.l. e sottoscritta esclusivamente dalla stessa; constatato quindi che tale documento non è intestato e sottoscritto anche dall’impresa mandataria SI.ME.I. s.p.a., rileva che la polizza non è conforme alle indicazioni contenute nel disciplinare di gara all’art. 5 punto 3 e, pertanto, procede all’esclusione del concorrente” (così il verbale di gara del 3.1.2012). La polizza versata in atti, tuttavia, risulta sì intestata solo alla Enel s.p.a. ma “in qualità di capogruppo del costituendo raggruppamento Temporaneo di Imprese composto dalla medesima società e dalla Ditta SI.ME.I. s.p.a.”; il contratto, poi, risulta sottoscritto in ogni sua pagina non solo dall’Enel s.p.a. ma anche dalla predetta SI.ME.I. s.p.a., in persona dei rispettivi legali rappresentanti. Tali circostanze fattuali sono del tutto idonee a ricondurre la polizza fideiussoria ad entrambe le componenti del raggruppamento di imprese e soprattutto a coprire gli eventuali inadempimenti di entrambe le società”. 

Al riguardo, come rilevato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, 26 marzo 2012, n. 321, si registrano pronunzie più restrittive, che affermano che una “doverosa l’esclusione se la polizza, sottoscritta dalle mandanti, non è anche a queste intestata”. 

Concludendo si ritiene che, in assenza di un’espressa procura che legittimi la mandataria di un raggruppamento temporaneo d’imprese a costituire cauzioni e polizze anche in nome e per con delle mandanti, soltanto l’intestazione della polizza anche a costoro e la sua sottoscrizione da parte delle stesse possa consentire al garante il sicuro esercizio dei diritti di rilievo e regresso nei confronti di dette imprese in solido con la capogruppo.

RASSEGNA STAMPA DICEMBRE 2022:

https://www.ilsole24ore.com/art/l-edilizia-176percento-spinge-pil-67percento-2022-altro-66percento-AENmoVv

https://consiglieraparitaroma.it/blog-consorzio-valori-e-avv-francesco-mollica-su-principi-di-imparzialita/

http://blogcommercialisti.altervista.org/blog-francesco-mollica-consorzi-valori-consorzi-stabili/

https://neohbackpackingclub.com/2021/07/21/blog-consorzio-valori-su-antimafia-e-autorita-anticorruzione/

http://www.my-post.it/consorzi-stabili-avv-francesco-mollica-da-roma-1067

https://www.civitanews.it/blog-avvocato-francesco-mollica-sui-poteri-anac/

https://www.italiaterranostra.it/procedimenti-cautelari-diritto-amministrativo-con-avvocato-filippa-mollica/

http://www.topnotizie.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-tratto-statale-96-191/

http://www.dimmidipiu.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-campus-universitario-di-matera-965

http://www.tuaimpresa.it/costruzioni-a-roma-valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-168

https://www.blackr.it/valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-grandi-opere-pubbliche/

https://www.radiokcentrale.it/da-blog-avv-francesco-mollica-valori-consorzio-stabile/

http://www.esercizistorici.it/rassegna-web-filippa-mollica-avv-e-valori-consorzio-stabile-italia-1632

https://domenicomollicaconsorziovalori.medium.com/ 

https://www.ediliziaoggi.it/blog-mollica-su-esperienza-consorzio-valori-scarl.html 

https://www.ilmiotg.it/blog-francesco-mollica-su-bandi-di-gara-pubblici1210-2/

http://www.nottericercatori.it/1924-blog-avv-filippa-mollica-su-novita-semplificazioni-appalti/

https://www.roma-intercultura.it/blog-avv-francesco-mollica-su-consorzi-stabili-professionali/

https://www.iltarlonews.it/strada-bari-brindisi-lecce-riqualificazione-con-consorzio-valori/

https://www.tangenzialecatania.it/partners_valori/

https://www.informazione-aziende.it/Azienda_VALORI-SCA-RL-CONSORZIO-STABILE-IN-SIGLA-VALORI-SC-A-R-L

https://www.edilizia.com/azienda/valori-scarl-consorzio-stabile

http://www.comune.genova.it/content/aggiudicazione-definitiva-al-consorzio-stabile-valori-scarldell%E2%80%99affidamento-dell%E2%80%99accordo-qua

http://www.tuaimpresa.it/costruzioni-a-roma-valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-168

https://www.impresaitalia.info/ik00924285/consorzio-valori-scarl/roma.aspx

http://www.consorziogrifone.com/vision-mission-valori-assets/

https://www.csac-cn.it/Home/Guida-al-paese?IDCat=5089

https://www.agoraa.it/valori

https://consorziocoge.it/library-section/valori/

https://www.aziendit.com/aziende/consorzio-valori-scarl-roma-via-marianna-dionigi-43

https://www.sentenzeappalti.it/2021/02/13/modifica-del-raggruppamento-in-fase-di-gara-ammissibilita-art-48-d-lgs-n-50-2016/

Consorzio Valori: Approfondimento e Legge Antimafia Appalti

La Legge numero 120 dell’11 settembre 2020 ha permesso la conversione in legge del Decreto Legge “Semplificazioni”, che conteneva variazioni definitive e transitorie al Codice appalti. Le novità riguardano sia le Stazioni Appaltanti, per quanto riguarda soglie, procedure, offerte, verifiche antimafia, centrali di committenza, sia per gli operatori economici. Il legislatore ha avuto come obiettivo quella di semplificare e velocizzare meccanismi ed obblighi, che toccano sia la fase di gara/affidamento dell’appalto, che quella di concreta esecuzione del contratto. Le variazioni registrate nel Codice degli Appalti hanno introdotto cambiamenti definitivi e provvisori; questi ultimi, in particolare, prevedono l’introduzione di un regime di deroga, in vigore fino al 31.12.2021. 

consorzio valori antimafia

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CONSORZIO VALORI

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consorzio valori mollica

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Tre sono le variazioni di particolare rilevanza; ogni modifica tocca un ambito specifico, avendo influenze importanti proprio sull’operatore economico. Il primo, in particolare, prevede che i contratti d’appalto debbano essere stipulati entro 60 giorni dall’aggiudicazione definitiva; questa scadenza può essere differita solo grazie ad un provvedimento che la Stazione appaltante motivi in modo adeguato, riportando le giustificazioni che afferiscono ad un preciso interesse individuale o ad un interesse di tipo nazionale. 

Il secondo fa riferimento alle nuove motivazioni che possono portare all’esclusione dalla partecipazione ad una gara, in conformità a quanto previsto dall’art. 80 comma 4 del Codice. Secondo questa disciplina, attualmente le Stazioni appaltanti possono escludere il concorrente, qualora quest’ultimo manifesti gravi irregolarità fiscali (il limite massimo è fissato a 5.000,00 euro) e contributive (le indicazioni provengono dall’assenza del rilascio di un DURC regolare), seppur manchi un definitivo accertamento. La terza modifica fa riferimento alla finanza di progetto, detto anche “project financing”. A tal proposito, al momento gli operatori economici possono avanzare proposte relative alla realizzazione in concessione di lavori e servizi, anche se già previsti tra gli strumenti di programmazione approvati dall’amministrazione aggiudicatrice. 

Legge Antimafia e Progetto di Fattibilità

Dunque, il progetto di fattibilità che presenta eventuali variazioni deve essere inserito negli strumenti di programmazione, qualora non vi sia già presente. Inoltre, la legge di conversione ha fatto registrare importanti modifiche per quanto riguarda la procedura degli affidamenti sotto soglia; in questo caso, gli importi vengono divisi in fasce, sintetizzabili nel seguente modo: a. Per le procedure sottosoglia comunitaria, in riferimento ai lavori di importo inferiore ai 5.350.000,00 € e servizi & forniture settori ordinari/speciali di un prezzo inferiore ai 214.000,00/428.000,00 €, sono previste le seguenti modalità

1. Affidamento diretto per i lavori fino a 150.000,00 € e per i servizi e forniture fino a 75.000,00 €; 

2. Procedura negoziata preceduta da un invito riservato ad un progressivo di concorrenti.  In particolare: per i lavori da 150.000,00 € a 350.000,00 € l’invito deve essere rivolto a 5 operatori economici; per i lavori di importo variabile dai 350.000,00 € a 1 mln € l’invito deve riguardare 10 operatori economici; per il lavori di importo da 1 mln € alla soglia di 5.350.000,00 € l’invito deve raggiungere almeno 15 operatori economici; 

3. Nell’ambito dei servizi e delle forniture da una somma pari ai 75.000,00 € fino alle soglie comunitarie dei 241.000,00 € per i settori ordinari e 428.000,00 € per i settori speciali, l’invito deve coinvolgere almeno 5 operatori economici; b. Per le procedure soprasoglia comunitaria, in riferimento ai lavori di importo superiore ai 5.350.000,00 € e servizi e forniture settori ordinari/speciali per quote superiori ai 214.000,00/428.000,00 € fa riferimento alle tempistiche in cui si devono svolgere le relative procedure di affidamento.

Attestazione SOA: Cosa Significa?

L’attestazione SOA identifica quel documento rilasciato dalle Società Organismi di Attestazione (SOA). 

Il suo conseguimento è utile a provare il possesso dei requisiti elencati dall’articolo 8 della Legge numero 109 dell’11 febbraio 1994, abrogata dal Decreto Legislativo numero 163 del 12 aprile 2006, relativo al Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, attuando così le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE. 

Le Società Organismi di Attestazione sono organismi di diritto privato, che assumono la forma giuridica di Società per Azioni, basate su un capitale sociale versato per intero e che deve corrispondere almeno ad un milione. 

Proprio le SOA, autorizzate in precedenza dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVPC), oggi eliminata perché sostituita dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) grazie al Decreto Legge numero 90 del 2014, provano il conseguimento degli adeguati requisiti ed elementi di qualificazione da parte dei soggetti esecutori di lavori pubblici. 

Pertanto, le SOA hanno il dovere di provare se questi soggetti operano e godono dei requisiti necessari, secondo quanto previsto dalla legislazione comunitaria in materia di qualificazione dei soggetti esecutori di lavori pubblici. I requisiti in questione sono contenuti, a loro volta, all’interno del regolamento per il sistema di qualificazione, emanato con Decreto del Presidente della Repubblica numero 34 del 25 gennaio 2000. 

BLOG ANTIMAFIA E BLOG CONSORZIO VALORI: Quando è necessaria l’Attestazione SOA?

L’Attestazione SOA è necessaria  per i soggetti che vogliono partecipare alle gare d’appalto al fine di poter eseguire i lavori pubblici. Essa, infatti, dimostra, nel corso della gara d’appalto, che l’impresa è in grado di eseguire, in modo diretto o mediante una pratica di subappalto, opere pubbliche, che abbiano una base d’asta superiore ai 150.000 euro. In particolare, l’Attestazione SOA conferisce all’azienda la possibilità di appaltare lavori secondo due diverse categorie: di opere e per classifiche di importi. Le categorie di opere per le quali si può ottenere l’attestazione SOA sono 52, suddivise nel seguente modo: a. 13 rappresentano opere di carattere generale, quali: edilizia civile e industriale, fogne e acquedotti, strade, restauri…; b. 39 afferiscono ad opere specializzate, quali impianti, restauri di superfici decorate, scavi, demolizioni, arredo urbano, finiture tecniche, finiture in legno, in vetro e in gesso, arginature… 

Pertanto, la logica in base alle categoria di opere si collega all’attività aziendale ed alla tipologia dei lavori eseguiti dall’impresa durante il periodo di riferimento. 

CLASSIFICHE DI QUALIFICAZIONE

Le classifiche di qualificazione, invece, sono 10, rappresentate da un numero romano e da un corrispondente controvalore in euro: 

a. I fino a euro 258.000; 

b. II fino a euro 516.000; 

c. III fino a euro 1.033.000; 

d. III bis fino a euro 1.500.000; 

e. IV fino a euro 2.582.000; 

f. IV bis fino a euro 3.500.000; 

g. V fino a euro 5.165.000; 

h. VI fino a euro 10.329.000; 

i. VII; 

l. fino a euro 15.494.000; 

m. VIII oltre euro 15.494.000. 

Questa particolare classifica contiene quelle abilitazioni che consentono alle imprese di partecipare ad appalti per importi pari alla relativa classifica, con un surplus del del 20%. La classifica di importo è conforme alla capacità tecnica ed economica dell’impresa. La stipula di un contratto da parte di un’impresa con una SOA è il primo passo perché possa realizzarsi il conseguimento di un’attestazione da parte dell’impresa stessa. A sua volta, la SOA controlla se i requisiti richiesti da parte dell’impresa contraente sono davvero soddisfatti. Infatti, la Società Organismi di Attestazione controlla la validazione dei documenti prodotti dall’impresa, in riferimento agli ultimi dieci esercizi dell’attività di quest’ultima, in particolare agli ultimi dieci anni di lavori ed ai cinque migliori esercizi tra gli ultimi dieci. Se la verifica dà esiti positivi, la SOA rilascia l’attestazione all’impresa. Per il rilascio delle attestazioni, la SOA ha diritto ad un compenso, il cui ammontare minimo dipende dalla cifra totale delle qualificazioni richieste nelle diverse categorie e dal numero delle categorie, generali o specializzate, per le quali si chiede la qualificazione stessa. 

Quanto vale l’attestazione SOA?

L’attestazione SOA vale 5 anni, ma al decorrere del terzo anno dal primo rilascio, viene effettuata una verifica. Questa procedura non si applica per la categoria OS2 (Restauro e manutenzione delle superfici decorate e beni mobili di interesse storico e artistico), poiché l’attestazione ha validità di tre anni. Infine, il rinnovo dell’attestazione di validità triennale deve essere presentata almeno sessanta giorni prima della scadenza del termine stesso, mentre l’impresa che gode della SOA di validità quinquennale deve sottoporsi alla verifica di mantenimento dei requisiti dopo tre anni; inoltre, almeno tre mesi prima della scadenza quinquennale l’impresa deve richiedere il rinnovo dell’Attestazione, secondo quanto previsto dall’articolo 15, comma 5 e articolo 15 bis del D.P.R. numero 34 del 2000.