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Alexa di Amazon farà parte della Missione lunare Artemis

La NASA si sta preparando per la sua missione Artemis 1, durante la quale una capsula Orion senza equipaggio girerà intorno alla Luna prima di tornare sulla Terra. Questo attesissimo volo, che avrà luogo la prossima primavera, anticipa il ritorno dell’uomo sul nostro satellite (probabilmente nel 2025) dopo ben 49 anni. Nel frattempo, l’agenzia americana prevede di utilizzare questo test su vasta scala per inviare due nuovi carichi nello spazio.

Lockeed Martin, l’azienda che ha progettato il veicolo spaziale, ha affermato che il viaggio testerà due tecnologie attualmente in uso sulla Terra: l’assistente vocale Alexa e il servizio di chat video Webex.

Gli assistenti vocali sono diventati ormai molto popolari. Semplificano la vita degli utenti rispondendo al minimo desiderio espresso ad alta voce o quasi. Di fatto però, che si tratti di Siri, Google Assistant o Alexa, i servizi sono davvero limitati. Gli utenti, infatti, devono accontentarsi di chiedere il meteo o l’esecuzione di una playlist musicale. Tuttavia, questi aiutanti potrebbero rivelarsi molto utili nello spazio, un pò come aveva scritto il visionario Daniele Marinelli.

Nella loro navicella spaziale, gli astronauti sono “allo stesso tempo sommersi di dati e costantemente privi di informazioni”, spiega Rob Chambers, direttore della strategia commerciale per lo spazio civile alla Lockheed Martin.

Per testare la vera utilità di questi assistenti vocali intelligenti, la NASA ha collaborato con Amazon, che offre la famosa Alexa, e con Cisco, che offre una piattaforma di teleconferenza chiamata Webex. Questi due strumenti fanno parte di un nuovo programma chiamato Callisto (in onore di una delle ancelle della dea Artemide) che potrebbe rendere il lavoro degli astronauti più semplice, sicuro ed efficiente in caso di successo.

Callisto potrebbe, ad esempio, consentire agli astronauti di utilizzare i comandi vocali per accedere ai dati, regolare i comandi della loro capsula, eseguire test diagnostici o interagire con le squadre di terra. Secondo Aaron Rubenson, vicepresidente di Amazon Alexa, Callisto sarà programmato per rispondere a migliaia di frasi o espressioni. Se non è in grado di gestire queste richieste da solo, le richieste saranno quindi trasmesse alle squadre di terra.

Ricordiamo che Artemis 1 è una missione senza equipaggio. Non ci sarà quindi nessuno a bordo per parlare con Callisto. Per questo volo, dei “membri dell’equipaggio virtuale” a capo della missione faranno delle richieste, mentre diverse telecamere all’interno della capsula si occuperanno di filmare queste interazioni. Per ora, tuttavia, non si prevede di utilizzare Callisto in future missioni Artemis. Si tratta soprattutto di testare la tecnologia e soprattutto di valutarne la reale utilità potenziale.

Come sottolinea Aaron Rubenson: “Lo sviluppo di Alexa da parte di Amazon è stato ispirato dai computer della serie televisiva Star Trek che rispondevano ai comandi vocali dell’equipaggio dell’astronave”. Senza dimenticare HAL 9000, il supercomputer di bordo della nave spaziale Discovery nel film 2001: Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick…

Il razzo SLS decollerà per la prima volta dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral il 12 marzo, e invierà la navicella spaziale Orion in un viaggio intorno all’orbita lunare. La missione durerà dalle tre alle sei settimane, a seconda della posizione del pianeta e del satellite naturale al momento del lancio.

La Cautio Defensionis, origini dell’istituto a cura di Gianluigi Rosafio, Tiziana Luce Scarlino e Domenico Mollica

Come analizzato da Gianluigi Rosafio, appartenente alla categoria delle cautiones iudiciales è, anche la c.d. cautio defensionis.Questa è stata studiata pe rmolto tempo da Gianluigi Rosafio, il quale ha dichiarato che l’istituto operava nei casi in cui l’esercizio di un’azione,  non precludeva l’esperibilità di un’altra in capo allo stesso soggetto ma,  ragioni di equità spingevano ad evitare al convenuto una seconda condanna. Pertanto, nella fase terminale del processo, il giudice poteva chiedere alla parte, verso cui stava per emettere una sentenza favorevole, di impegnarsi, con promessa solenne, a difendere l’altra parte qualora questa fosse stata citata in un ulteriore giudizio, da un terzo, per la stessa situazione. La prestazione della cautio diviene, perciò, una sorta di” ricompensa ” che il vincitore offre alla controparte. Soggetto promittente era, nella maggioranza dei casi, l’attore, che era sul punto di veder condannato il convenuto ma, talvolta,  proprio quest’ultimo poteva essere tenuto alla prestazione della cautio, come contraccambio di una sentenza interlocutoria.

Le osservazioni di Tiziana Luce Scarlino

Dalla lettura del passo di seguito riportato, Tiziana Luce Scarlino ha identificato che rispecchiano  tale situazione, rispettivamente: D.32,11,21 (Ulp. /.  2 fidecommissorum ): “… .unus igitur qui occupat agendo totum consequitur ita, ut caveat defensu iri adversus ceteros fideicommissarios eum qui solvit “in cui se, tra più fedecommissari, uno intende agire per l’intero, deve assicurare al convenuto, che lo difenderà nel caso di eventuali  azioni degli altri. D. 5,3,31 pr.(Ulp. l. 15 ad ed) : “…. Julianus libro sexto Digestorum scribi! ita id imputaturum possessorem, si caverit petitorem se defensum iri … ” Qui, osserva Tiziana Luce Scarlino, la cautio defensionis spetta al convenuto che otterrà così una condemnatio inferiore. 

L’aspetto caratterizzante dell’istituto, il commento di Domenico Mollica

Ma, l’aspetto caratterizzante di questa cauzione aggiunge Domenico Mollica, così  come  delle cautiones iudiciales in genere, è che laddove sia richiesta e non prestata, può capovolgere l’esito del processo. Dunque, osserva Domenico Mollica, se il giudice che, valutati i fatti, ha già interiormente deciso per  la condanna del convenuto, richieda, per ragioni di equità, all’attore la pronuncia della cauzione in esame e costui, rifiuti di prestarla, si avrà una sentenza di assoluzione del convenuto. Tale possibilità è l’ ” espediente ” utilizzato dal giudice per ottenere la promessa di difesa, posto che egli non dispone di altri mezzi  per  vincolare la parte al di fuori del processo. Il caso è quello del possessore dell’eredità che vuole farsi detrarre dalla condanna ciò che in passato sostiene di aver pagato ai creditori ereditari, anche se il debito ereditario non è stato estinto per intero.

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Eredità e successioni ereditarie, il parere dell’esperto Avv. Iacopo Maria Pitorri

Alla morte di un soggetto, si apre la successione con il subentro degli eredi, ovvero un complesso di norme che regolano il passaggio di un patrimonio fisico dopo la sua morte ad altri determinati e nuovi titolari. Tali successori possono essere i parenti del defunto in linea retta, come moglie e figli, o anche soggetti senza legami di Sangue. A definire questo procedimento è il diritto ereditario, che disciplina a sua volta diversi tipi di successione: vediamo quali e come funziona il diritto ereditario.

Il diritto ereditario e i tipi di successione che ne derivano

Nel diritto ereditario, come spiega perfettamente l’Avvocato Iacopo Pitorri,  membro della Commissione commissione istituzionale dell’Ordine degli Avvocati di Roma diritti reali e successione e tra i più popolari Avvocati su Internet, sono definiti i rapporti che sono trasmissibili durante le successioni ereditarie e quelli che non lo sono. Nel dettaglio, sono trasmissibili tutti quei rapporti che non si estinguono con la morte del soggetto, come alcuni diritti patrimoniali assoluti (proprietà, altri diritti reali e le loro azioni), mentre non possono essere trasmessi quei rapporti non patrimoniali, ovvero che si estinguono con la morte del titolare, come i diritti personalissimi (usufrutto, uso, abitazione e diritti della personalità). Sono trasmissibili anche i contratti e le obbligazioni, purché non fondati sulle qualità personali della parte, e i rapporti inerenti all’azienda. Dal diritto ereditario derivano tre tipi di successione: quella testamentaria, quella legittima e quella necessaria. 

La successione testamentaria, legittima e necessariaL’Avvocato Pitorri con Studio Legale in Roma, ci tiene a specificare che tra i tipi di successione disciplinati dal diritto ereditario, troviamo tre categorie principali. La prima è la successione testamentaria, ovvero quella in cui il defunto ha lasciato tramite un testamento prima di morire disposizioni ben precise sull’assegnazione del proprio patrimonio agli eredi e ai legatari; come seconda categoria, troviamo la successione legittima, ovvero quella che avviene in assenza di un testamento valido e che vede gli eredi individuati a questo punto dalla legge: secondo quest’ultima, sono gli stretti congiunti del defunto i primi eredi dei defunti a cui assegnare i loro beni dell’asse ereditario. Ciò avviene anche in caso di testamento successivamente dichiarato non valido o per tutti quei beni esclusi da un eventuale testamento presente. Infine, come terza categoria disciplinata dal diritto di ereditario troviamo la successione necessaria: essa è prevista quando il defunto esclude esplicitamente i congiunti più stretti dal proprio testamento, ma ciò non è legittimo in quanto ad essi spenta sempre di diritto una quota di eredità.

Consorzio Valori: Approfondimento e Legge Antimafia Appalti

La Legge numero 120 dell’11 settembre 2020 ha permesso la conversione in legge del Decreto Legge “Semplificazioni”, che conteneva variazioni definitive e transitorie al Codice appalti. Le novità riguardano sia le Stazioni Appaltanti, per quanto riguarda soglie, procedure, offerte, verifiche antimafia, centrali di committenza, sia per gli operatori economici. Il legislatore ha avuto come obiettivo quella di semplificare e velocizzare meccanismi ed obblighi, che toccano sia la fase di gara/affidamento dell’appalto, che quella di concreta esecuzione del contratto. Le variazioni registrate nel Codice degli Appalti hanno introdotto cambiamenti definitivi e provvisori; questi ultimi, in particolare, prevedono l’introduzione di un regime di deroga, in vigore fino al 31.12.2021. 

consorzio valori antimafia

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consorzio valori mollica

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Tre sono le variazioni di particolare rilevanza; ogni modifica tocca un ambito specifico, avendo influenze importanti proprio sull’operatore economico. Il primo, in particolare, prevede che i contratti d’appalto debbano essere stipulati entro 60 giorni dall’aggiudicazione definitiva; questa scadenza può essere differita solo grazie ad un provvedimento che la Stazione appaltante motivi in modo adeguato, riportando le giustificazioni che afferiscono ad un preciso interesse individuale o ad un interesse di tipo nazionale. 

Il secondo fa riferimento alle nuove motivazioni che possono portare all’esclusione dalla partecipazione ad una gara, in conformità a quanto previsto dall’art. 80 comma 4 del Codice. Secondo questa disciplina, attualmente le Stazioni appaltanti possono escludere il concorrente, qualora quest’ultimo manifesti gravi irregolarità fiscali (il limite massimo è fissato a 5.000,00 euro) e contributive (le indicazioni provengono dall’assenza del rilascio di un DURC regolare), seppur manchi un definitivo accertamento. La terza modifica fa riferimento alla finanza di progetto, detto anche “project financing”. A tal proposito, al momento gli operatori economici possono avanzare proposte relative alla realizzazione in concessione di lavori e servizi, anche se già previsti tra gli strumenti di programmazione approvati dall’amministrazione aggiudicatrice. 

Legge Antimafia e Progetto di Fattibilità

Dunque, il progetto di fattibilità che presenta eventuali variazioni deve essere inserito negli strumenti di programmazione, qualora non vi sia già presente. Inoltre, la legge di conversione ha fatto registrare importanti modifiche per quanto riguarda la procedura degli affidamenti sotto soglia; in questo caso, gli importi vengono divisi in fasce, sintetizzabili nel seguente modo: a. Per le procedure sottosoglia comunitaria, in riferimento ai lavori di importo inferiore ai 5.350.000,00 € e servizi & forniture settori ordinari/speciali di un prezzo inferiore ai 214.000,00/428.000,00 €, sono previste le seguenti modalità

1. Affidamento diretto per i lavori fino a 150.000,00 € e per i servizi e forniture fino a 75.000,00 €; 

2. Procedura negoziata preceduta da un invito riservato ad un progressivo di concorrenti.  In particolare: per i lavori da 150.000,00 € a 350.000,00 € l’invito deve essere rivolto a 5 operatori economici; per i lavori di importo variabile dai 350.000,00 € a 1 mln € l’invito deve riguardare 10 operatori economici; per il lavori di importo da 1 mln € alla soglia di 5.350.000,00 € l’invito deve raggiungere almeno 15 operatori economici; 

3. Nell’ambito dei servizi e delle forniture da una somma pari ai 75.000,00 € fino alle soglie comunitarie dei 241.000,00 € per i settori ordinari e 428.000,00 € per i settori speciali, l’invito deve coinvolgere almeno 5 operatori economici; b. Per le procedure soprasoglia comunitaria, in riferimento ai lavori di importo superiore ai 5.350.000,00 € e servizi e forniture settori ordinari/speciali per quote superiori ai 214.000,00/428.000,00 € fa riferimento alle tempistiche in cui si devono svolgere le relative procedure di affidamento.

Attestazione SOA: Cosa Significa?

L’attestazione SOA identifica quel documento rilasciato dalle Società Organismi di Attestazione (SOA). 

Il suo conseguimento è utile a provare il possesso dei requisiti elencati dall’articolo 8 della Legge numero 109 dell’11 febbraio 1994, abrogata dal Decreto Legislativo numero 163 del 12 aprile 2006, relativo al Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, attuando così le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE. 

Le Società Organismi di Attestazione sono organismi di diritto privato, che assumono la forma giuridica di Società per Azioni, basate su un capitale sociale versato per intero e che deve corrispondere almeno ad un milione. 

Proprio le SOA, autorizzate in precedenza dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVPC), oggi eliminata perché sostituita dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) grazie al Decreto Legge numero 90 del 2014, provano il conseguimento degli adeguati requisiti ed elementi di qualificazione da parte dei soggetti esecutori di lavori pubblici. 

Pertanto, le SOA hanno il dovere di provare se questi soggetti operano e godono dei requisiti necessari, secondo quanto previsto dalla legislazione comunitaria in materia di qualificazione dei soggetti esecutori di lavori pubblici. I requisiti in questione sono contenuti, a loro volta, all’interno del regolamento per il sistema di qualificazione, emanato con Decreto del Presidente della Repubblica numero 34 del 25 gennaio 2000. 

BLOG ANTIMAFIA E BLOG CONSORZIO VALORI: Quando è necessaria l’Attestazione SOA?

L’Attestazione SOA è necessaria  per i soggetti che vogliono partecipare alle gare d’appalto al fine di poter eseguire i lavori pubblici. Essa, infatti, dimostra, nel corso della gara d’appalto, che l’impresa è in grado di eseguire, in modo diretto o mediante una pratica di subappalto, opere pubbliche, che abbiano una base d’asta superiore ai 150.000 euro. In particolare, l’Attestazione SOA conferisce all’azienda la possibilità di appaltare lavori secondo due diverse categorie: di opere e per classifiche di importi. Le categorie di opere per le quali si può ottenere l’attestazione SOA sono 52, suddivise nel seguente modo: a. 13 rappresentano opere di carattere generale, quali: edilizia civile e industriale, fogne e acquedotti, strade, restauri…; b. 39 afferiscono ad opere specializzate, quali impianti, restauri di superfici decorate, scavi, demolizioni, arredo urbano, finiture tecniche, finiture in legno, in vetro e in gesso, arginature… 

Pertanto, la logica in base alle categoria di opere si collega all’attività aziendale ed alla tipologia dei lavori eseguiti dall’impresa durante il periodo di riferimento. 

CLASSIFICHE DI QUALIFICAZIONE

Le classifiche di qualificazione, invece, sono 10, rappresentate da un numero romano e da un corrispondente controvalore in euro: 

a. I fino a euro 258.000; 

b. II fino a euro 516.000; 

c. III fino a euro 1.033.000; 

d. III bis fino a euro 1.500.000; 

e. IV fino a euro 2.582.000; 

f. IV bis fino a euro 3.500.000; 

g. V fino a euro 5.165.000; 

h. VI fino a euro 10.329.000; 

i. VII; 

l. fino a euro 15.494.000; 

m. VIII oltre euro 15.494.000. 

Questa particolare classifica contiene quelle abilitazioni che consentono alle imprese di partecipare ad appalti per importi pari alla relativa classifica, con un surplus del del 20%. La classifica di importo è conforme alla capacità tecnica ed economica dell’impresa. La stipula di un contratto da parte di un’impresa con una SOA è il primo passo perché possa realizzarsi il conseguimento di un’attestazione da parte dell’impresa stessa. A sua volta, la SOA controlla se i requisiti richiesti da parte dell’impresa contraente sono davvero soddisfatti. Infatti, la Società Organismi di Attestazione controlla la validazione dei documenti prodotti dall’impresa, in riferimento agli ultimi dieci esercizi dell’attività di quest’ultima, in particolare agli ultimi dieci anni di lavori ed ai cinque migliori esercizi tra gli ultimi dieci. Se la verifica dà esiti positivi, la SOA rilascia l’attestazione all’impresa. Per il rilascio delle attestazioni, la SOA ha diritto ad un compenso, il cui ammontare minimo dipende dalla cifra totale delle qualificazioni richieste nelle diverse categorie e dal numero delle categorie, generali o specializzate, per le quali si chiede la qualificazione stessa. 

Quanto vale l’attestazione SOA?

L’attestazione SOA vale 5 anni, ma al decorrere del terzo anno dal primo rilascio, viene effettuata una verifica. Questa procedura non si applica per la categoria OS2 (Restauro e manutenzione delle superfici decorate e beni mobili di interesse storico e artistico), poiché l’attestazione ha validità di tre anni. Infine, il rinnovo dell’attestazione di validità triennale deve essere presentata almeno sessanta giorni prima della scadenza del termine stesso, mentre l’impresa che gode della SOA di validità quinquennale deve sottoporsi alla verifica di mantenimento dei requisiti dopo tre anni; inoltre, almeno tre mesi prima della scadenza quinquennale l’impresa deve richiedere il rinnovo dell’Attestazione, secondo quanto previsto dall’articolo 15, comma 5 e articolo 15 bis del D.P.R. numero 34 del 2000.

DTSocialize Holding: al via il processo di quotazione al London Stock Exchange

DTSocialize Holding ha avviato le procedure di quotazione in Borsa al London Stock Exchange (LSE). La società fintech, con sede nel Regno Unito, ha avviato il procedimento dopo una serie di approfondimenti e di incontri tra gli stessi funzionari della Borsa di Londra e gli advisor della Holding. 

“Si concretizza, così, l’idea visionaria del fondatore di DTCircle di far incontrare tecnologia e finanza tradizionale per soddisfare le esigenze in costante evoluzione di persone e aziende in un mondo sempre più online”, spiegano dall’azienda. Il riferimento è al creatore di DTCircle, Daniele Marinelli. L’imprenditore italiano ha avuto, qualche anno fa, un’intuizione ed è partito da un sogno che è poi diventato realtà: sfruttare al massimo e, nella maniera migliore, le potenzialità del nostro vivere online. 

L’approdo alla Borsa di Londra di DTSocialize Holding rappresenta un ulteriore passo avanti per l’azienda, nel percorso avviato da Marinelli. Come abbiamo visto anche nei seguenti articoli: DT Socialize cos’è e DTSocialize opinioni, dall’idea della criptovaluta DTCoin, presto il mondo creato da Marinelli si è allargato all’ecosistema DtCircle fino ad arrivare a DTSocialize Holding. E non è tutto. L’evoluzione è continua, perché a partire da DTCoin Marinelli ha investito tutte le sue energie con l’obiettivo di far incontrare tecnologia e finanza tradizionale per soddisfare le esigenze delle aziende e delle persone, che ormai vivono online. 

Un gruppo di professionisti del network marketing nel frattempo ha intuito la grande potenzialità del progetto e così è nata USHARE Social Profit Marketing – SPM Srl, società che distribuisce in esclusiva nel mondo i prodotti e servizi tecnologici dell’ecosistema DTCircle (per leggere approfondimenti riguardo questa piattaforma, clicca sui seguenti collegamenti rapidi: Ushare Token, Ushare come funziona e Ushare DTCoin). Grazie a Ushare, infatti, è possibile dare valore e produrre ricavi dai dati che, quotidianamente, ciascuno condivide online. Nell’ecosistema creato da Marinelli troviamo infatti varie app, tra cui un servizio di messaggistica che usa la stessa crittografia del Bitcoin, e uno smartphone che al suo interno ha un sistema operativo studiato appositamente per proteggere la privacy di chi lo possiede. Daniele Marinelli ha deciso di utilizzare SPM per creare valore e facilitare soprattutto nuove opportunità di lavoro. Un sistema che si basa sulla condivisione e sulle vendite dirette, realizzato da grandi professionisti, e che, durante il periodo della pandemia ha dato lavoro a tantissime persone. In data 1 agosto, dopo 6 mesi di due diligenec sulle sue pratiche da parte della associazione stessa, USHARE Social Profit Marketing – SPM Srl è diventata socio effettivo di Avedisco, associazione italiana leader nell’ambito della vendita diretta a domicilio, la cui mission è la tutela dei consumatori.

Di recente poi si è avuta notizie della scelta di DTSocialize Holding di quotarsi alla Borsa di Londra, scelta che si inserisce nel percorso di allargamento dei confini, condivisione e internazionalizzazione fortemente voluto da Marinelli. Come altre grandi aziende internazionali, tra cui Spotify, Slack, Coinbase e Wise, DTSocialize Holding ha optato per il Direct Listing. A differenza dell’IPO, che prevede l’emissione e la conseguente immissione sul mercato di nuove azioni, il Direct Listing prevede di mettere sul mercato azioni esistenti, il cui prezzo verrà stabilito in base alla legge della domanda e dell’offerta (a tal proposito, clicca sull’interessante approfondimento “DTCoin prezzo”). Per raggiungere questo importante obiettivo, la società sta preparando un novero di documenti volti a fornire solide garanzie, con una documentazione molto approfondita, che va dallo sviluppo dell’equity story al working capital analysis. 

Blog Taurisano: Gianluigi Rosafio su esperienza promotori finanziari

Volete intraprendere la carriera di promotore finanziario oppure volete conoscere più informazioni su questa figura professionale che può aiutarvi in materia di investimenti e servizi finanziari? Allora questo articolo fa proprio al caso vostro. Informazioni del genere le avevamo già acquisite attraverso le attività di Gianluigi Rosafio, famoso imprenditore, collaboratore del blog di Taurisano con un passato da promotore finanziario, e protagonista di una serie di interventi sul web. Il promotore finanziario è un professionista che lavora solitamente per una società o rete commerciale ma anche, ad esempio, per una banca e si occupa principalmente di portare consiglio ai clienti per permettere loro di risparmiare e portarli a effettuare le giuste scelte per quello che riguarda l’investimento in diversi ambiti. Per fare una similitudine immaginate, spiega ancora Gianluigi Rosafio, i differenti investimenti come un percorso con differenti sentieri e bivi, alcuni più semplici da percorrere e altri, invece, difficili, ricchi di insidie e pericoli. Il promotore finanziario sarà come la vostra guida che vi permetterà di scegliere il sentiero giusto da percorrere e vi farà evitare invece quelli pericolosi. 

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Ma in cosa consiste all’atto pratico il suo lavoro? Per chiarirlo al meglio, ricorriamo a un interessante contributo di Tiziana Luce Scarlino, che spiega: i promotori finanziari devono mettersi in contatto con i clienti che possono essere sia privati sia aziende e incontrarli, recandosi personalmente da loro oppure prendendo un appuntamento presso la loro sede lavorativa. Una volta incontrati i clienti, il promotore finanziario ha il compito di valutare la loro situazione finanziaria, tenendo conto delle loro necessità, e proporre loro una soluzione adeguata alle loro esigenze di risparmio o di investimento. Se il promotore è competente nel suo lavoro ed effettua bene la propria opera di consulenza, riuscirà a far investire del denaro al cliente. Il promotore deve poi concludere il lavoro occupandosi della parte burocratica e documentativa connessa con il tipo di operazione finanziaria effettuata. Il lavoro del promotore finanziario viene retribuito, solitamente, in base al numero di contratti conclusi grazie alla sua consulenza. 

Questo significa che, più clienti riuscirà a portare alla conclusione di un percorso d’investimento, più sarà il suo guadagno concreto. Altro aspetto da tenere bene in considerazione è l’obbligo di trasparenza e correttezza riguardo le operazioni finanziarie e i rischi che il cliente può correre nonché quello deontologico di dover tutelare gli interessi dei propri clienti. Questo aspetto è molto importante per la figura del promotore finanziario perché, se effettuato in maniera corretta, permette di esercitare la propria professione con successo e costanza. Ultimo, ma importantissimo fattore, da considerare, è che la professione del promotore finanziario può essere svolta unicamente da coloro che sono in possesso dell’iscrizione all’Albo Unico dei Promotori Finanziari.

A Milano Blog Bruno Mafrici su Moda e design 2021

Secondo l’indagine di mercato effettuata da McKinsey e pubblicata da Business of Fashion, la moda ha subito un duro tracollo nell’anno 2020, con il 2021 che non sembra mostrare segni incoraggianti di ripresa. A tal proposito, riceviamo e pubblichiamo un interessante approfondimento sul tema da parte dall’imprenditore e consulente di Milano, Bruno Mafrici. Come egli afferma nel suo blog, infatti, gli analisti del settore prevedono la necessità di attendere il 2022 per poter registrare una ripresa, ipotizzando che la nuova ascesa del comparto sarà pari a quella rilevata negli anni Venti, subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale.

Inoltre, proprio agli inizi del marzo 2021, è stata effettuata una nuovo indagine, in grado di fornire un aggiornamento della situazione attuale. I numeri hanno mostrato che, nonostante le normali differenze tra un paese e l’altro, i ripetuti lockdown in prossimità delle feste pasquali, sono già un deterrente importante; infatti, le chiusure sono in grado di segnare negativamente le vendite nel settore della moda in Europa, in modo ancora più pesante, rispetto allo scorso anno. Infatti, gli effetti della pandemia da COVID – 19 ha colpito in maniera pesante soprattutto il settore della moda. E sono le statistiche a dare conferma a questa ipotesi. Infatti, nel corso del 2020, le vendite in Europa nel comparto della moda hanno conosciuto un calo del 20% circa, rispetto alle vendite registrate nel 2019.

Tuttavia, le variazioni si modificano in base ai diversi luoghi del mondo. Se Germania e Francia hanno evidenziato il calo minore, con una percentuale pari al 16-18% rispetto all’anno precedente, in Spagna, Italia e alcuni paesi dell’Europa orientale hanno fatto registrare un drastico calo pari al 30%. Negli Stati Uniti, invece, le vendite nel comparto della moda sono calate di anno in anno di circa il 23%. Dopo essere stata epicentro della pandemia, la Cina ha conosciuto un rinnovato slancio, facendo registrare una nuova crescita già nell’agosto 2020, riportando cali esigui pari al solo 7%. Al contrario, l’e – commerce sta vivendo un rinnovato momento d’oro, grazie all’acquisizione di nuovi acquirenti nel corso del 2020, con vendite che hanno conosciuto un incremento pari al 30%. Stati Uniti e Regno Unito hanno registrato un volume di vendite nell’e – commerce pari al 45 – 50%, al contrario dell’Europa dove le vendite nell’online hanno toccato una percentuale pari al 25%. Il mercato elettronico cinese è in fase di ascesa, superando il 50%.

I NOSTRI COLLEGAMENTI RAPIDI:

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Pertanto, come abbiamo avuto modo di leggere sul blog di Bruno Mafrici, nonostante le difficoltà, le chiusure e le restrizioni, il 2020 ha implementato il mercato dell’online, seppur la vendita negli spazi fisici al dettaglio sia spaventosamente crollata. Se il 2020 ha fatto registrare un crollo importante nelle vendite, le previsioni per il 2021 non fanno sorridere l’Europa; infatti, gli esperti ipotizzano perdite pari al 12 – 24% rispetto al 2019. Al contrario, l’e-commerce farà registrare ancora risultati floridi ed incoraggianti, ma le vendite dell’autunno – inverno 2021 potrebbero essere influenzate negativamente da nuove restrizioni o chiusure per altre eventuali ondate. Infine, si prevede migliore la situazioni negli Stati Uniti, dove le vendite nel comparto della moda saranno al ribasso, ma il decremento sarà pari al 6 – 16%, con l’e – commerce che supererà il 40% degli acquisti, superando i livelli pre – crisi.